Maggio musicale, Grassi e De Zordo: "L'amministrazione è andata in letargo dal 18 marzo. Non è che vuole arrivare al fallimento della Fondazione per poi incolpare il commissario?"
"Dalla risposta deludente della vicesindaco Stefania Saccardi emerge che sul tema della Fondazione del Maggio Musicale Fiorentino l'amministrazione è andata in letargo dal 18 marzo ad oggi e sembra non volerne uscire". Lo affermano i consiglieri comunali Tommaso Grassi e Ornella De Zordo che aggiungono: "Ci viene il dubbio che si voglia arrivare al fallimento della Fondazione per poi dare tutta la colpa al commissario e chiudere la situazione tragica economico-finanziaria con un fallimento. Non è concepibile che a meno di due settimane dalla scadenza dell'ultimatum dato dal commissario Bianchi (30 aprile) e con una sola seduta di consiglio a disposizione per affrontare il tema del Maggio Musicale entro tale data, ci si rifiuti di affrontare seriamente il tema e ci si limiti a dire che dal 18 marzo, ormai un mese fa, non ci sono novità e che il commissario opera in piena autonomia e che i titoli dei giornali sono da smentire: possibile che il Sindaco o il Ministro non abbiano almeno condiviso con il commissario un piano per il futuro del Maggio ? Avevamo chiesto due cose semplici: da un lato chiedevamo cosa altro si sarebbe dovuto chiedere ancora ai lavoratori, dopo che nel 2011 i lavoratori avevano partecipato alle perdite con il conferimento del loro TFR, nel 2012 mediante l'utilizzo degli ammortizzatori sociali e 45 esuberi, e dopo che per il 2013 sono previsti alcuni licenziamenti e contratti di solidarietà oltre alla disdetta della contrattazione integrativa. Inoltre abbiamo chiesto come si pensava di gestire il nuovo Parco della Musica. - concludono Grassi e De Zordo - Nessuna risposta e la sensazione che il sindaco se ne voglia lavare le mani addossando qualsiasi tipo di responsabilità sul commissario come se i 4 anni di malagestione della sovrintendente Colombo e della sua presidenza non avessero alcun peso e ipotizzando che con un fallimento si potrebbe ripartire da zero dal punto di vista economico-finanziario e facendo 'macelleria sociale' sui lavoratori."
(lb)