Quote rosa, via libera del Consiglio agli indirizzi alle società partecipate per un'equa rappresentanza di genere

La presidente della commissione Pari opportunità Giuliani (Pd): "Soddisfazione, garantiremo un ‘controllo diffuso' per la corretta applicazione"

Soddisfazione per l'approvazione del Consiglio Comunale dell'Odg collegato alla delibera n.88/2013, il riconoscimento della necessità di una equa rappresentanza di genere nei Cda e nei Collegi dei Sindaci Revisori. Ad esprimerla è la presidente della commissione Pari opportunità Maria Federica Giuliani (Pd) che aggiunge: “Saremo vigili attenti per garantire il controllo "diffuso" per la corretta applicazione della legge, non solo da parte dell'amministrazione comunale fiorentina, ma anche da parte di tutti gli enti interessati”. Interessate al rispetto della legge n.120/2011 e del relativo regolamento emanato con Dpr n. 251/2013 sono circa 7.000 società partecipate in tutta Italia e 20.000 componenti dei Cda e dei Collegi dei Revisori. (lb)

Si allega l’odg approvato dal Consiglio e collegato alla delibera

ORDINE DEL GIORNO DELIBERA 88

Allegato alla Delibera n 88 /2013

Il Comune di Firenze si fa interprete ancora una volta con fermezza delle competenze e delle istanze di partecipazione che arrivano dalle donne già espresso in passato nel Regolamento del 2004 sugli indirizzi per la nomina, la designazione e la revoca dei rappresentanti del Comune presso Enti, Aziende Istituzioni, che all’art.3 Requisiti Generali, al terzo comma prevede :
“Al fine di assicurare le condizioni di pari opportunità previste dalla legge 10 aprile 1991, n. 125, le nomine e le designazioni in ogni singolo organismo di cui al primo comma, garantiscono il rispetto della proporzione del 50% fra i due generi. Nei casi in cui le nomine e le designazioni da effettuare siano in numero dispari, si provvederà a garantire il rispetto della proporzione suddetta all'interno di analogo organismo di successiva scadenza”.
La Commissione Europea ha adottato l’approccio dell’integrazione di genere dal 1996 per completare le politiche delle pari opportunità, stabilendo che “L’integrazione di genere comporta il non limitare le attività di promozione della parità a specifiche misure volte ad aiutare le donne, bensì mobilitare esplicitamente a questo scopo tutte le azioni e le politiche generali tenendo conto in modo attivo e aperto, in fase di programmazione, dei loro effetti sulle situazioni rispettive delle donne e degli uomini (prospettiva di genere).

Il Consiglio Europeo descrive l’integrazione di genere come “la (ri)organizzazione, il miglioramento, lo sviluppo e la valutazione dei processi politici, in modo tale da incorporare una prospettiva di genere in tutte le politiche, a tutti i livelli e a tutti gli stadi da parte di tutti i soggetti abitualmente coinvolti nella concezione politica”;
Preso atto che la delibera 88/2013 invita le società partecipate dal Comune ad un attegiamento virtuoso e rispettoso, espressione della legge n.120 /2011 e del relativo regolamento emanato con DPR 251/2012, al fine di operare fin dai prossimi rinnovi dei Cda e dei Collegi Sindacali il riequilibrio fra i generi previsto dalla normativa in oggetto, anche qualora tale norma non sia stata ancora recepita negli statuti societari

Auspica che in caso di pluralità di amministrazioni che concorrono al controllo delle società pubbliche, queste collaborino per raggiungere l’equilibrio di genere nei termini previsti dalla L.120/2011 e dal relativo Regolamento di cui al DPR 251/2012.


Rileva che è necessario che le tante competenze delle donne siano riconosciute e premiate e che venga rimosso il “tetto di cristallo” affidando loro non solo posti nei consigli di amministrazione e nei collegi sindacali ma anche e soprattutto le cariche apicali delle aziende.