Agostini: "A 69 anni dalla battaglia di Montemaggio si ricordano i giovani partigiani assassinati e le loro famiglie"
Questo l’intervento della consigliera PD Susanna Agostini
“Non fu guerra, non ci furono eroi volontari. La famiglia Corsinovi, con tante altre famiglie fiorentine e non solo, si adoperò per far si che il figlio Franco non rispondesse alla chiamata alle armi. Contattando i parenti di San Gimignano, mandò il figlio sui colli senesi, con il cugino. Era per salvarlo. Per allontanarlo da una sceltadi violenza alla quale non credevano. A Montemaggio, il 28 marzo 1944, Franco Corsinovi e un gruppo di ragazzi come lui provenienti da tutta la Val d'Elsa erano nascosti nel casolare di ‘casa Giubileo’, lì furono individuati grazie ad un delatore fascista, e assediati nella casa di contadini dove erano rifugiati. Dopo un aspro combattimento, finite le munizioni, si arresero dopo aver ricevuto la promessa di avere salva la vita, ma furono fucilati e gettati in una fossa comune”.
L'amministrazione ricorda oggi la battaglia di Montemaggio ed i 18 partigiani fucilati nel marzo 1944 con la commemorazione e una corona d'alloro deposta sulla tomba Corsinovi, al cimitero di San Miniato. Il diciottenne Franco Corsinovi fu fucilato a Montemaggio insieme ad altri giovani che, partigiani come lui, avevano partecipato alla battaglia contro i nazifascisti. Per l'amministrazione, ha partecipato la consigliera comunale Susanna Agostini che ha sottolineato “l'impegno di Firenze a realizzare quanto prima un monumento alla resistenza dei cittadini. Non solo ai combattenti, un’opera che riconosca la volontà di un popolo protagonista della propria liberazione”.
Erano presenti il Sindaco Bassi del comune di San Gimignano, i gonfaloni delle città, Silvano Sarti, Alessandro Pini ed i rappresentanti di famiglie e organizzazioni coinvolte di Firenze, Bagno a Ripoli e Val D'Elsa.
(fdr)