Arno, installazioni lungo le sponde, ripopolazione delle specie ittiche, la rimozione dei rottami dell'alveo. Ecco come renderlo più vivibile

Stamani il punto con i presidenti Cruccolini, Dormentoni e Bieber, l'assessore Givone, i tecnici e i responsabili dei progetti

L’obiettivo è quello di rendere l’Arno sempre più vivibile; dal punto di vista culturale, biologico, e ambientale. E anche più accessibile a livello informatico. Sul sito del Comune nella sezione Open Data, si trovano tutti gli aggiornamenti e i progetti relativi al fiume (la pagina è stata pensata secondo l’approccio “widget” tipico degli attuali sistemi web2.0). A tirare le fila dei numerosi progetti finalizzati a migliorare la qualità del fiume stamani ai canottieri erano presenti l’assessore alla cultura Sergio Givone, le commissioni Ambiente, Cultura e Urbanistica guidate rispettivamente da Eros Cruccolini, Leonardo Bieber e Mirko Dormentoni, l’assessore provinciale all’ambiente Renzo Crescioli, il direttore dell’area di programmazione, innovazione e sostenibilità del Comune Giovanni Menduni e alcuni tecnici della Provincia. “L’Arno – ha detto l’assessore Givone - è un elemento vitale della città e il nostro impegno deve essere rivolto a recuperare il più possibile questo: il fiume come vita . Per questo scopo come amministrazione mettiamo in campo gli strumenti sia ambientali che culturali di cui disponiamo. La domanda – ha sottolineato l’assessore alla Cultura di Palazzo Vecchio- non è solo cosa fare per l’Arno, ma cos’è l’Arno e lavorare in questa direzione”. In primo luogo si è parlato di ripulitura approfondita del fiume con la rimozione dei rottami. Secondo Cruccolini l’attività subacquea dei Vigili del Fuoco potrebbe già cominciare entro l’estate. Per la pulizia, in base ad un accordo fra Comune e Provincia, verranno presi in considerazione tratti ben precisi del fiume fra il ponte alle Grazie e la pescaia di Santa Rosa e fra la pescaia di Santa Rosa e quella dell’Isolotto. Numerosi i progetti presentati stamani: alcuni puntano alla riqualificazione delle sponde, altri alla promozione della navigazione in collaborazione con l’associazione I Renaioli; altri ancora riguardano gli aspetti più propriamente culturali come il progetto proposto e illustrato  da Riccardo Ventrella “Arno, museo diffuso”. L’idea è quella di puntare su alcuni luoghi già oggetto di eventi culturali come la spiaggia di S. Niccolò, il circolo Canottieri, le spallette della zona vicino a Ponte Vecchio, l’area della Zecca Vecchia e del Torrino di Santa Rosa. Il progetto prevede la collocazione di installazioni di arte paesaggistica ispirate al rapporto fra il fiume e la città. Per la fauna del fiume esiste il  il progetto curato dal Museo di Storia naturale per il recupero delle popolazioni ittiche tramite cattura e trasferimento di esemplari di pesce siluro in aree di stoccaggio. Per questo sono già stati stanziati 26mila euro finanziati da Regione ed Ente Cassa “L’obiettivo- , ha spiegato stamani Anna Maria Nocita del Museo di Storia Naturale- è quello ripopolare l’Arno con le popolazioni autoctone che così possono riprodursi di nuovo”. Il presidente Dormentoni ha parlato dell’inserimento, nel Piano triennale degli investimenti 2013, la realizzazione della pista ciclabile in riva sinistra dell’Arno fino a Lastra Signa e Parco di Mantignano, la realizzazione della nuova passerella Argingrosso- Cascine e la ristrutturazione della passerella che collega l’Isolotto alle Cascine. “L’impegno del Comune – ha detto Cruccolini- è quello di ridare centralità al nostro fiume, proteggerlo”. Il presidente della commissione Ambiente ha ricordato la mozione votata dal Consiglio in cui si inviata sindaco e giunta a dare vita ad un Osservatorio permanente per l’Arno in cui coinvolgere le istituzioni e gli enti preposti insieme ad associazioni ambientaliste, di volontariato e sportive, gestori degli impianti presenti in riva all’Arno oltre alle associazioni dei cittadini che hanno a cuore la salvaguardia del letto del fiume e delle sue rive. Per il presidente della commissione Cultura Leonardo Bieber è importante “rimuovere le criticità per migliorare la qualità dell’acqua e avere così l’opportunità di riscoprire il fiume nella sua concezione culturale. Seguendo l’esempio di grandi città come Parigi, le sponde possono diventare occasione per realizzare installazioni artistiche contemporanee”.
Per quanto riguarda la pagina web, Menduni ha specificato il contenuto dei vari box presenti nella pagina: i luoghi dell’Arno, gli opendata relativi all’Arno, con link diretti ai dati pubblicati, l’applicazione “Firenze Walking City”con le foto di diversi percorsi a piedi a Firenze e lungo fiume. Nella pagina anche dati e informazioni sul pescato in Arno e sul livello di Bilancino. (lb)