Bimbo morto per soffocamento, Locchi (Lista Galli): "La rianimazione sia materia obbligatoria nelle scuole"

Questo l’intervento del consigliere di Lista Galli Alberto Locchi

“Notizie come quella appresa oggi, di un bimbo di 11 anni morto per soffocamento fanno profonda tristezza.
L'Italia è, tra i paesi più civilizzati, l'unico che non preveda sin dalle scuole medie corsi di rianimazione cardio-polmonare (BLS) e di primo soccorso. In tutto il mondo, ormai da decenni, questi corsi sono materia di insegnamento obbligatoria con una prova pratica finale da sostenere. Troppo importante che cambi questa cultura anche in Italia. Viceversa, ad oggi, solo il 5% della popolazione sa come comportarsi in caso di arresto cardio-respiratorio per garantire, tramiti semplici manovre, un sostentamento vitale al paziente prima dell'arrivo dei soccorsi qualificati. Una città come Firenze va incontro, fisiologicamente, a circa 500 arresti cardio-respiratori improvvisi (1 ogni 1000 abitanti) ogni anno. Considerando che se non si interviene sul paziente col massaggio cardiaco entro 5 minuti il cervello va incontro, comunque, a danni anche irreversibili, considerando che i tempi medi di arrivo dell'ambulanza sono di 8 minuti, si comprende come sia importante diffondere la "cultura della rianimazione".
Nel 2009 ho fatto approvare in Consiglio comunale il progetto "Firenze ci sta a cuore" che, in tre anni, grazie ai "formatori" volontari di Misericordia, CRI ed Associazione NiccoTestini (dopo avere ricevuto anche il patrocinio del Ministero dell'Istruzione ed essere seguito dalle due più importanti società scientifiche di cardiologia IRC ed ANMCO) ha insegnato la rianimazione e la manovra di Heimlich che si usa per la disostruzione delle vie aeree, a ben 3500 studenti fiorentini contribuendo ad instillare in essi anche la vocazione al volontariato.
Tutti noi, potenzialmente, facciamo parte della "catena della sopravvivenza" che inizia con la telefonata al 118 per concludersi con l'uso del defibrillatore automatico. Tutti noi possiamo imparare ad "usare le mani" per aiutare e soccorrere efficacemente un paziente in arresto cardiaco; basta volerlo, basta che gli organi di informazione ci aiutino a diffondere l'importanza del messaggio, basta che tutti, insomma, si sentano parte in causa delle dinamiche del soccorso.
D'altra parte, come mi sgolo a dire da 4 anni, le Istituzioni devono anch'esse capire che un'importante ruolo spetta anche a loro e che, anche se la rianimazione non piace e non fa ‘appeal’, va promulgata, pubblicizzata e, più che altro, istituzionalizzata a livello centrale rendendola materia di insegnamento obbligatorio nelle scuole”.

(fdr)