Patto di stabilita', Grassi : "I dati forniti anche oggi dall'assessore Petretto confermano che si sia aperto cantieri e realizzato opere ma le ditte che hanno lavorato anche dal 2011 aspettano di essere pagate."
"79 Milioni di euro e 700 determine di mandati di pagamento ancora da liquidare al 31 dicembre 2012, di cui 16 risalenti al 2011, a cui si devono sommare tutte le fatture dei primi 3 mesi del 2013 e 70 decreti ingiuntivi per 8 milioni di euro, che erano 19 per un totale di 3,5 milioni al 31 dicembre 2012". Lo afferma il consigliere comunale Tommaso Grassi che aggiunge: "Questi dati non possono che confermare quanto avevamo affermato nei mesi scorsi sulla mancanza di attenzione, di controllo e di pianificazione della spesa da parte del Comune di Firenze che ci ha portato a questa situazione di stallo in cui il Comune non sta pagando le ditte, e su cui si era incentrata anche la lettera di dimissioni dell'ex-assessore Fantoni. Siamo contenti e speriamo che una rimodulazione del Patto di stabilita' possa permettere al Comune di effettuare i mandati di pagamento e di procedere a pagare per la totalità i debiti di Firenze verso le ditte, e speriamo che la proposta di legge possa essere approvata in tempi rapidi: ma cosa succederà se non venisse approvata dal Parlamento ? o se lo sblocco invece di basarsi sui residui di bilancio, dovesse basarsi solo sull'avanzo d'amministrazione, come ipotizzato dalla ragioneria di Stato, consentendo a questo punto di pagare solo 4 degli 80 milioni di euro di debiti ? L'assessore Petretto ha rassicurato che sta lavorando ad un piano di risanamento e di rientro in due anni : questo infatti conferma che finora si è gestito tutto sperando che le cose potessero risolversi con qualche intervento nazionale riparatore, che ricorda molto il regalo riparatore di Silvio Berlusconi al Comune di Catania, ma esponendo adesso il Comune ad un elevato rischio per l'esposizione economico-finanziaria. Non basta peraltro farsi paladini della lotta del patto di stabilitá a livello nazionale per ritenersi un'Amministrazione attenta alla salvaguardia dell'indotto economico, del lavoro e dei lavoratori del proprio territorio se si propone l'azzeramento del patto a livello nazionale ma nell'amministrare si ignorano i danni e le ripercussioni negative quando ci si trova ad amministrare nel proprio contesto cittadino, e si ignora la sofferenza provocata alle aziende e si chiede l'ennesimo sforzo economico a coloro che realizzano le opere senza essere poi pagati, pur di farsi belli nell'aprire cantieri e nell'annunciare nuove opere senza chiuderne mai neppure uno. - conclude Grassi - Vogliamo vederci chiaro e torneremo a chiedere, fin da domani, i dati aggiornati sui mandati di pagamento non liquidati, sperando che anche se venisse approvato lo sblocco del patto di stabilita' il Comune non attui, come invece annunciato nei meesi scorsi dal Sindac, l'eliminazione degli stati d'avanzamento dei lavori fino al secondo semestre del 2014, che renderebbe sulla carta la situazione debitoria fino ad allora ma potrebbe scaricare all'inizio del mandato nel prossimo mandato un enorme carico debitorio da un giorno all'altro" (lb)