Sanità, l'intervento di Scola (Prima Firenze) sulla situazione toscana e fiorentina
"Da troppo tempo tutti i media si stanno occupando della situazione sanitaria toscana e principalmente fiorentina.Dopo i tagli effettuati dal governo Monti per la spending review anche la Giunta regionale con una apposita legge ha inteso intensificare l’intervento sul fronte del risparmio. Nessuno può negare che la Sanità toscana ha vissuto momenti di eccellenza non equiparabili ad altre realtà regionali, ma purtroppo non siamo stati bravi nel cercare di gestire i momenti del cambiamento, e Firenze, come le altre provincie, ha subito queste battute d’arresto. Legge Mariotti del ’68, Legge 833 del 1978 (centralità della persona) cercavano di perseguire tre obiettivi: prevenzione, cura e riabilitazione tramite l’istituzione di appositi organismi territoriali (USL) che si rifacevano in maggior parte non all Province toscane, ma ad aree territoriali omogenee. La Legge di riforma del gennaio 1995 ha istituito le ASL -12 in Toscana, (10 Provincie + Empoli e Viareggio) e 4 Aziende Universitarie Ospedaliere (Fi- Si-Pi-Majer). Tutto doveva procedere con la massima oculatezza e trasparenza, ma evidentemente i tanti servizi ed ospedali regalati dalla geopolitica, hanno nel tempo corroso il meraviglioso sistema sanitario toscano di base. Oggi, con dispiacere, devo verificare l’affanno del settore sanitario pubblico per cercare di dare qualità e quantità ai servizi sanitari territoriali, poiché ancora non è stata impostata una corretta politica capace di dare risposte immediate alle “urgenze” che si manifestano tra i cittadini fiorentini. Pochi giorni fa sulla stampa è apparsa la nuova pianificazione Territoriale, che nel triennio 2013/2015, vedrà una serie di accorpamenti dei servizi sanitari, che dovranno essere motivo di qualificazione dell’attuale situazione. A questo punto vorrei fare una opportuna precisazione: sto’ parlando solo di sanità nell’area fiorentina, e volutamente non ho toccato l’ambito del sociale, che nonostante avesse subito gli stessi tagli dal Governo Monti, con una capace gestione, ha fatto fronte alla situazione senza effettuare tagli nel comparto specifico del sociale. Chiudo, sperando che le mancate e corrette utilizzazioni dei servizi che hanno interessato il recente passato, non debbano essere ancora realtà proiettate nel futuro. Dobbiamo renderci conto del mutare della vita: vita media più lunga = più anziani, con patologie mediche nuove che prevedono livelli e costi di assistenza sempre più alti. Bene incidere sugli sprechi e sulla inutile burocrazia, ma chiedo che il tutto non passi con la necessità di dover negare i servizi, a volte indispensabili, che devono esistere in ogni società che per prima deve avere rispetto per la persona umana" (lb)