69° anniversario eccidio Campo di Marte, oggi al Franchi commemorati i 5 ragazzi fucilati dai fascisti
Furono rastrellati a Vicchio e barbaramente fucilati dalla milizia fascista sotto la torre di Maratona dello stadio di Campo di Marte il 22 marzo 1944. Avevano solo vent’ anni, Antonio Raddi, Guido Targetti, Leandro Corona, Ottorino Quiti, Adriano Santoni, quando pagarono con la vita il non avere risposto alla leva bandita dalla Repubblica di Salò.
Anche quest’anno, sessantanovesimo dell’eccidio, Campo di Marte ha onorato i cinque giovani, medaglie d’oro al valor civile. Alla commemorazione, questa mattina, erano presenti, tra gli altri,l’assessora all’educazione Cristina Giachi e il presidente delQuartiere 2 Gianluca Paolucci, rappresentanti del Comune di Vicchio, dell’Anpi, i familiari dei Ccduti, oltre al Gonfalone di Firenze e di altri Comuni del Mugello, i labari delle associazioni antifasciste e della Resistenza ed agli studenti di alcune scuole fiorentine e della provincia.
La cerimonia è cominciata alle 10.30 con il corteo che da via Nicolodi (ex istituto nazionale dei Ciechi e sede dell’assessorato all'educazione) è arrivato al sacrario dello stadio Franchi. Subito dopo ci sono stati gli interventi delle autorità.
«La storia di questi cinque ragazzi – ha sottolineato l’assessora Giachi - è incastonata nel nostro presente come questo sacrario nel perimetro dello stadio Franchi. E' la storia in generale che è nel cuore del presente e vi deve servire a comprenderlo, capirlo, apprezzarne la bellezza e collaborare a migliorarlo».
«Solenni momenti di commemorazione come questo - ha detto il presidente Paolucci - sono utili al ricordo che sempre deve essere vivo, ma ancora di più servonoa farci comprendere profondamente un momento fondamentale della storia nazionale contemporanea, quale fu la Resistenza e nel quale persero la vita tanti giovani».
Leandro Corona, Ottorino Quiti, Antonio Raddi, Adriano Santoni e Guido Targetti, furono accusati di non voler partire con l’esercito della Repubblica di Salò. Per questo il presidente del ‘tribunale militare straordinario di Firenze’, il comandante regionale Adamo Rossi, emise le sentenze capitali. Cinque delle 23 comminate in pochi mesi: giovanissimi mandati a morire, dopo una procedura sommaria con condanne che, secondo gli storici, servivano sia per dare un segnale al territorio del Mugello che per intimorire gli stessi soldati. (fn)