Agguato al Poderaccio, Cellai e Roselli (PdL): "Il sindaco pensa ancora che il presidio del territorio debbano farlo i trippai al posto dell'esercito?"

Questo il commento dei consiglieri del Popolo della Libertà Jacopo Cellai ed Emanuele Roselli

“Un padre con il proprio bimbo rientra a casa sulla sua auto alle 9 della sera e, nei pressi del campo rom del Poderaccio, diviene il bersaglio di un lancio di pietre da parte di un gruppo di ragazzi che solo per una fortunata coincidenza non causa una tragedia. Risultato: l’auto distrutta e un bambino di 10 anni che si porterà dentro a lungo la paura per un episodio agghiacciante. Solo poche settimane prima, nello stesso punto, un giovane era stato massacrato di botte e si era poi visto rubare lo scooter su cui era a bordo.
Premesso che finché non saranno stati individuati i responsabili non si possono trarre conclusioni, ci chiediamo che cosa abbia fatto questa amministrazione per controllare la vita all’interno del campo del Poderaccio, guarda caso a due passi dal punto degli agguati, messi a segno da quello che le testimonianze descrivono come un gruppo di giovanissimi. Il PdL più di una volta ha portato le telecamere all’interno del campo, per denunciare le condizioni di vita al suo interno. Ci chiediamo: cosa hanno fatto il sindaco Renzi e la sua giunta per controllare che le ingenti risorse della collettività per il sostegno alla scolarità dei minori rom fossero utilizzate in modo corretto? E la Polizia Municipale si è coordinata con le forze dell’ordine per prevenire questi episodi? I nostri vigili, oltre a multare le auto in divieto di sosta, hanno il dovere di monitorare il territorio, l’amministrazione Renzi ha dato loro ordini in tal senso?
Forse il nostro sindaco è ancora convinto che il controllo del territorio sia un compito svolto meglio dai trippai che dall’esercito, ma non si può fare demagogia sulla pelle delle persone”.

(fdr)