Morosità utenze acqua, Roselli (PdL): "Nel 2012 più di 1.500 famiglie rimaste senz'acqua"
Rivedere le procedure relative alle morosità delle utenze dell’acqua al fine di ridurre al minimo i casi di sospensione del servizio idrico alle famiglie fiorentine, questo quanto richiesto dal consigliere del PdL Emanuele Roselli oggi nella conferenza stampa in cui ha presentato la sua proposta attraverso una mozione che sarà presto all’attenzione del Consiglio Comunale.
“Publiacqua fornisce acqua ad oltre 52mila utenti in città: unità abitative e condomini, ma troppo spesso si verificano sospensioni del servizio a danno di famiglie che non solo sono in regola con i pagamenti, ma vantano anche il credito rappresentato dalla caparra cauzionale. Basti pensare ad esempio che Publiacqua ha ancora un deposito residuo di oltre 2,2 milioni di euro, con una media di oltre 230 euro a bolletta”.
“Questo problema purtroppo riguarda centinaia e centinaia di cittadini perché – spiega Roselli – Publiacqua si interfaccia all’utente ‘condominio’ dove la morosità di una solo persona rischia, come purtroppo è accaduto, di lasciare senza acqua decine e decine di famiglie.
E’ un problema annoso e diffuso: basti pensare che nel 2012 il rubinetto è stato chiuso ad oltre 630 utenze, 76 delle quali erano condomini in cui risiedono mediamente 20 nuclei familiari. E’ bene sottolineare che stiamo parlando di acqua: bene di assoluta importanza per ogni persona e famiglia. Siccome i pagamenti attraverso RID sono una minima parte, solo il 23% dell’utenza, possono verificarsi situazioni non solo di morosità, ma anche di ritardi o di mancato pagamento.
Ritengo necessario quindi che si possa, ad esempio, utilizzare le caparre versate dall’utente a temporanea compensazione di quando dovuto, al fine di permettereall’utenza si riallinearsi avendo più tempo a disposizione, rispetto agli attuali 90 giorni che mediamente passano dal mancato pagamento alla chiusura dell’acqua”.
“Ma non è tutto – osserva Roselli: in molti condomini sono le società letturiste che si rapportano direttamente con l’utenza o l’amministratore condominiale, ma evidentemente non vi è una buona sinergia con Publiacqua e questo danneggia non tanto le società, bensì l’utente finale, il cittadino.
Un maggior coordinamento rispetto ad alcune procedure, come ad esempio la verifica dell’effettiva morosità, o gli avvisi di ‘cassettinaggio’ dei solleciti, permetterebbe di ridurre in modo significativo i casi di sospensione del servizio, evitando così disagi e forti preoccupazioni”.
Da parte loro, le società intermedie di servizio, presenti alla conferenza stampa con i rappresentanti dell’ADECA, hanno sottolineato la loro disponibilità a collaborare fin da subito, ritenendo prioritario garantire ai propri clienti una continuità del servizio idrico.
Il presidente di Adeca Mauro Massini e il rappresentante dell’associazione David Bartolini hanno anche portato alcuni significativi esempi, dall’intimazione della chiusura del servizio per un condominio di 14 famiglie a fronte del mancato pagamento di una fattura di 47 euro, al condominio a rischio per una morosità di 429 euro, nonostante il deposito cauzionale ammonti a oltre 3.000 euro.
(fdr)
Segue il testo della mozione presentata da Roselli
MOZIONE
Proponente: Emanuele Roselli (PDL)
Oggetto: revisione procedure sospensione servizio idrico
IL CONSIGLIO COMUNALE
• Considerato che l’acqua è un bene primario indispensabile non solo per la vita stessa delle persone, ma anche per altre azioni di prima necessità di ogni individuo;
• Preso atto che Publiacqua fornisce acqua a quasi 52.000 utenti nel Comune di Firenze;
• Preso atto che gli utenti di Publiacqua nel territorio comunale sono circa 52 mila e solo il 23% circa ha effettuato la domiciliazione bancaria;
• Considerato che il nuovo Regolamento predisposto dall’Autorità di ambito prevede per morosità, dopo 20 giorni dalla data di scadenza della bolletta, l’invio di un sollecito di pagamento tramite raccomandata. Dopo altri 20 giorni dalla data di ricevimento della raccomandata (certificata dalla cartolina di ritorno) l’emissione dell'ordine di chiusura;
• Preso atto che le nuove disposizioni del regolamento hanno sensibilmente ridotto i tempi di contabilizzazione e al tempo stesso, i tempi di saldo da parte dell’utente che risulta occasionalmentemoroso;
• Preso atto che Publiacqua considera e riconosce come singolo utente o la singola abitazione indipendente o l’intero condominio al cui interno risiedono numerosi nuclei familiari;
• Considerato che la morosità di un singolo nucleo familiare residente all’interno di un condominio può provocare l’interruzione dell’erogazione dell’acqua a tutto il condominio (utente di Publiacqua) facendo ricadere la morosità del singolo su numerose altre famiglie;
• Premesso che per deposito cauzionale si intende quella ‘caparra’ che tutti gli utenti di un servizio pubblico sono obbligati a versare nel momento in cui stipulano un contratto di fornitura
• Preso atto che per l’anno 2012 i depositi cauzionali versati ammontano a € 3.481.320,92 e che il deposito medio ad utenza è di circa € 215,00;
• Considerato che in numerosi casi Publiacqua si interfaccia sul territorio per molte utenze condominiali con ditte recapitiste che gestiscono la lettura dei consumi e le procedureamministrative e contabili;
• Preso atto che, da Regolamento, prima dell’interruzione del servizio l’ente gestore è obbligato ad effettuare una comunicazione tramite un cassettinaggio postale a mano per le utenze condominiali, con una lettera nella quale si espone il problema e si chiede di risalire all’utenza che non ha pagato - che Publiacqua non è in grado di riconoscere -e comunque di avvertire l’amministratore o il delegato condominiale;
• Considerato che dopo il cassettinaggio, in mancanza di saldo della morosità dopo 15 giorni – se non si ricevono segnalazioni o notizie - viene emesso l’ordine di chiusura per tutti i condomini;
• Considerato che nel 2012 più di 630 utenze sono state chiuse e, di queste, ben 76 erano condomini composti da numerosi nuclei familiari;
• Considerato il ruolo rilevante del Comune di Firenze nelle politiche direttive dell’Autorità di Ambito;
• Considerato che Publiacqua è una società partecipata del Comune di Firenze
IMPEGNA IL SINDACO
A promuovere ogni iniziativa necessaria negli organismi preposti al fine di rivedere l’utilizzo della caparra cauzionale ed istituire nuove procedure di collaborazione tra Publiacqua e le società recapitiste ed esattrici operanti sul territorio.
In particolare si ritiene necessario
1. Utilizzare la somma del deposito cauzionale dei residenti nel condominio interessato da caso di morosità, al fine di evitare o rimandare il più possibile la chiusura dell’erogazione dell’acqua - sempre che tale importo sia sufficiente a coprire quanto dovuto - fino all’effettivo saldo della bolletta;
2. Istituire e regolamentare nuove procedure di sinergia tra Publiacqua e le società esattrici;
3. In particolare si richiede a Publiacqua di provvedere, in caso di morosità, a comunicare almeno dieci giorni prima l’avviso di chiusura alla società esattrice che lavora sull’utenza interessata da morosità. Tale operazione permetterà una maggiore efficienza del servizio per l’utenza finale poiché le parti interessate potranno verificare, senza allarmare l’utente finale, se la morosità sia ancora effettiva o che quanto dovuto sia stato nel frattempo saldato (nel caso ad esempio il pagamento effettuato non risulti ancora “visibile” nelle procedure contabili, tempi di accredito ecc…); evitare nel caso, inutili spese di cassettinaggio che ricadono comunque sull’utenza; ridurre al minimo eventuali situazioni di apprensione alle famiglie che si vedono recapitare l’avviso di imminente chiusura dell’acqua.
Emanuele Roselli
Firenze, 19 marzo 2013