Fittante: "L'IdV rilancia la sua iniziativa politica saldamente all'interno del centro sinistra, a difesa degli interessi dei cittadini"
"Prendiamo atto della decisione del consigliere Scola di abbandonare il Gruppo Idv". Così il consigliere dell'IdV commentando l'uscita di Giuseppe Scola dal gruppo IdV per aderire a "Prima Firenze". Allo stesso tempo - aggiunge Fittante- però, l’Idv rilancerà la propria iniziativa politica saldamente all’interno del centrosinistra con un ampio rinnovamento al proprio interno. La prima tappa importante – prosegue Fittante – sarà rappresentata dal Congresso Nazionale straordinario che si terrà nel mese di giugno a seguito delle dimissioni del presidente Di Pietro e dai Congressi provinciali e regionali che lo precederanno. Tali congressi segneranno un radicale rinnovamento dell’Idv e non solo nel simbolo e nelle persone che saranno chiamate a guidare il partito ma anche e soprattutto nei contenuti. Un esempio ne è il documento approvato dal Coordinamento comunale di Firenze lunedì 11 Marzo e che sarà oggetto di discussione al Congresso nazionale" (lb)
Si allega il documento
Il Coordinamento Cittadino dell’Idv di Firenze,
riunitosi a Firenze l’11 marzo 2013,
premesso che
- il risultato elettorale del 25 febbraio u.s. ha respinto il progetto politico proposto dalla lista Rivoluzione Civile;
- risulta indispensabile, al fine di un rinnovamento totale sotto il profilo della gestione organizzativa interna, che candidature e nomine non siano imposte o condizionate da indicazioni verticistiche, bensì provengano dalla libera scelta di tutti gli iscritti, nell’ottica della massima partecipazione e condivisione;
considerata
- la validità della proposta politica dell’Italia dei Valori, quale soggetto saldamente ancorato ai valori della legalità, della giustizia sociale e dell’etica pubblica;
- la presenza della rete di eletti e di strutture del Partito sul territorio provinciale, regionale e nazionale;
riaffermando
- la volontà di rilanciare l’azione politica dell’Italia dei Valori, come indicato dall’Esecutivo nazionale del Partito riunitosi a Roma il 10 marzo u.s., in linea con l’appartenenza all’Alleanza dei liberali e democratici europei e con i riformisti di sinistra;
- la volontà e la necessità di riprendere il dialogo con le forze politiche del centro-sinistra in vista delle prossime scadenze elettorali;
sostiene
- le decisioni adottate dall’Esecutivo nazionale del partito, riunitosi a Roma il 10 marzo u.s., per rilanciare l’attività dell’Italia dei Valori e la partecipazione dei suoi iscritti in vista del Congresso nazionale straordinario convocato a Roma il 28, 29 e 30 giugno p.v.;
delibera
- il mandato ai dirigenti ed agli iscritti della città di Firenze per promuovere le proposte sotto elencate - già presenti nella “Carta di Firenze per il rinnovamento ed il rilancio dell’IdV” presentata all’Assemblea a Roma del 12 dicembre u.s. - affinché siano adottate al Congresso nazionale e recepite nel nuovo statuto:
1. limite di due mandati per i Parlamentari nazionali ed europei e per i Consiglieri regionali e gli Assessori (massimo 10 anni) e le altre cariche istituzionali, da estendere anche alle cariche nei Consigli di Amministrazione (CdA) delle Società pubbliche o partecipate;
2. primarie aperte obbligatorie all’interno dei partiti per la scelta di tutti i candidati al Parlamento nazionale, al Parlamento europeo ed al Consiglio regionale;
3. abolizione del finanziamento pubblico ai partiti; tetto massimo di 3500 euro al finanziamento privato da parte dello stesso soggetto, trattasi di persona fisica o giuridica;
4. abolizione dei finanziamenti pubblici ai Gruppi Consiliari;
5. abolizione di tutti i vitalizi per i Parlamentari nazionali ed europei e per i Consiglieri regionali;
6. riduzione del 50% del numero dei Parlamentari aumentando la partecipazione delle donne in modo paritario e costituzione del Senato delle Regioni con differenti funzioni dall’attuale Senato;
7. diminuzione dei Consiglieri regionali e stabilire il loro numero in base al rapporto con la popolazione; abolizione di tutte le Province nonché delle Regioni a statuto speciale;
8. obbligo di pubblicazione on line dei bilanci dei partiti che devono essere verificati da società indipendenti e da tutti i candidati ed eletti, e obbligo di pubblicazione dello stato patrimoniale di tutti i candidati e del rendiconto delle spese affrontate per la loro campagna elettorale; obbligo di firmare, al momento dell’accettazione della candidatura, un contratto che impegna il candidato che usufruisce del simbolo del partito a risarcire, in caso di illeciti accertati con sentenza di I grado, gli eventuali danni d’immagine arrecati per un ammontare da determinarsi. L’ammontare del risarcimento sarà restituito in caso l’imputato risulti assolto al terzo grado di giudizio. I tesorieri del partito, ai vari livelli, devono essere persone terze e, cioè, che non abbiano altri incarichi e che per i conti correnti intestati al partito siano previste almeno tre firme;
9. stabilire un tetto massimo agli stipendi dei Parlamentari nazionali/europei, dei Consiglieri regionali, dei manager pubblici e dei dirigenti statali con una semplice regola: che non possono superare di 5 volte lo stipendio medio di un dipendente dell’Ente. Tetto massimo di 5.000,00 € alle “pensioni d’oro” non cumulabili tra loro; per usufruire del 100% dello stipendio i parlamentari/consiglieri devono essere presenti ad almeno il 50% delle sedute degli organi di cui fanno parte, comprese assenze per cause di malattia; durante il loro mandato non potranno percepire stipendi o rimborsi derivanti dall’esercizio di altre professioni, spetterà agli Uffici di Presidenza delle due Camere vigilare sul rispetto della norma;
10. impossibilità di candidare i condannati sempre, nonché per reati gli indagati gravi contro la Pubblica Amministrazione fino a quando non sia chiarita la loro posizione;
11. impossibilità di ricoprire contemporaneamente più cariche pubbliche, sia elettive che di Governo;
12. apertura ai movimenti civici presenti sul territorio, come risposta all'antipolitica;
13. coordinatori provinciali, regionali e cittadini devono convocare assemblee aperte a scadenza trimestrale, oltre a quelle ordinarie necessarie allo svolgimento dei lavori, allo scopo di condividere e promuovere le linee politiche, oltre che occasione di confronto sul lavoro svolto;
delibera inoltre
- la scelta di sostenere presso gli organi competenti la richiesta di un congresso straordinario provinciale di Firenze entro il 30 aprile p.v. e la convocazione di un congresso regionale straordinario della Toscana entro il 30 maggio p.v.