L'assessora Giachi: «L'Europa sostenga i progetti delle città per l'industria creativa»
«La maggior parte dei cittadini europei vive nelle città. Ma, rispetto a questo dato, è troppo poco che a loro arrivi direttamente solo il 5% dei fondi strutturali. E nemmeno di tutti». Lo ha sottolineato l’assessora alle politiche europee Cristina Giachi intervenendo, questa mattina a Le Murate , alla tavola rotonda ‘Culture in the future cities and European policies’ con l’eurodeputata Silvia Costa. L’iniziativa rientra nel ‘Forum della Cultura di Eurocities’, la quattro giorni che vede oltre 100 invitati provenienti da 52 città europee confrontarsi sulla protezione e la valorizzazione del patrimonio culturale, sulla difesa delle identità e delle tradizioni, e soprattutto sulle loro esperienze di innovazione culturale e industria creativa.
Il termine di industria creativa è stato coniato dal department of culture, media and sports del Governo inglese negli anni Novanta e comprende quei settori che si fondavano sulla produzione e sulla distribuzione di diritti di proprietà intellettuale. Rientrano in questo campo l’architettura, il design, la musica, lo spettacolo dal vivo, l’audiovisivo, il software/videogiochi, l’editoria, la pubblicità, la radiotelevisione, il mercato dei prodotti artistici e culturali, l’arte contemporanea e la moda e, per quanto riguarda l’Italia, anche il l’artigianato artistico e tradizionale, il patrimonio culturale e l’industria del gusto.
«La città è l’unità di misura dell’appartenenza all’Europa, della condivisione di questa cittadinanza – ha aggiunto – e la cultura è la cifra delle città europee. Le città programmano e lavorano su progetti e quindi è molto importante l’integrabilità delle fonti per il loro finanziamento. In particolare tra investimenti in infrastrutture culturali e iniziative culturali. Molte città europee hanno progetti relativi all’industria creativa con città extraeuropee, in particolare modo dei Paesi emergenti. È quindi fondamentale che Europa aiutiquesto settore così vitale per l’economia supportando queste reti extracontinentali». (fn)