Tramvia, Grassi e De Zordo: "Oltre 8,5 milioni di euro di fatture non pagate dal Comune per lavori già effettuati"

Non basta lottare contro il patto di stabilita per salvaguardare l'indotto economico, il lavoro e i lavoratori

"Oltre 8,5 milioni di euro di fatture non pagate, per i noti motivi di finanza locale patto di stabilitá incluso, dal Comune per lavori per il sistema tramviario già effettuati in Citta". Lo  affermano i consiglieri comunali Tommaso Grassi e Ornella De Zordo commentando i dati forniti in aula dall'assessore Mattei in risposta ad una nostra interrogazione - 8.622.714,28 € per il 3* stato d'avanzamento dei lavori, e rispettivamente 20.185,26 €, 98.157,44 € e 58.841,36 € per la direzione dei lavori, i progetti preliminari delle varianti Rifredi e Valfonda. Ci ha sorpresi- hanno detto Grassi e De Zordo-  dover scoprire questa grave carenza del Comune di Firenze attraverso una intervista del Presidente di Impresa Spa sulla stampa e prendere atto che questo non rende esente da responsabilitá amministrative e politiche l'Amministrazione comunale per i ritardi e le difficoltà con cui il sistema tramviario sta procedendo e non riesce a partire. Come possiamo fidarci dei tempi e degli annunci tranquillizzanti della Giunta che anche oggi hanno confermato il riavvio imminente dei cantieri in Cittá quando mai ci è stato comunicato che non venivano pagate le ditte sulla tramvia, addossando solo alle aziende ogni tipo di responsabilità nell'immobilismo che stiamo vivendo ? Non basta peraltro farsi paladini della lotta del patto di stabilitá a livello nazionale per ritenersi un'Amministrazione attenta alla salvaguardia dell'indotto economico, del lavoro e dei lavoratori del proprio territorio se si propone l'azzeramento del patto a livello nazionale ma si ignorano i danni e le ripercussioni negative quando ci si trova ad amministrare nel proprio contesto cittadino, e si ignora la sofferenza provocata alle aziende e si chiede l'ennesimo sforzo economico a coloro che realizzano le opere senza essere poi pagati, pur di farsi belli nell'aprire cantieri e nell'annunciare nuove opere senza chiuderne mai neppure uno."

(lb)