Giani insieme al sindaco di Mauthausen presenta in Palazzo Vecchio "Ero ancora un ragazzo", il libro di Settimelli sull'Olocausto
Un giovane non ancora diciassettenne arrestato, strappato in un attimo all’affetto dei suoi cari e deportato nel campo di concentramento di Mauthausen. E’ la trama del libro Ero ancora un ragazzo scritto dal giornalista Alberto Settimelli, presentato questo pomeriggio nel Salone dei Duecento di Palazzo Vecchio dal presidente del Consiglio comunale Eugenio Giani. Un racconto che in parte è un lavoro di fantasia, che attinge però da una storia vera, quella di Alberto Ducci scampato alla morte, ma rimasto segnato per sempre dalla drammatica esperienza del campo. Alla presentazione era presente anche una delegazione di Mauthausen guidata dal sindaco Thomas Punkenhofer, l’autore, l’editore Danile Vogelmann, Alessio Ducci, presidente dell’Aned (associazione nazionale ex deportati nei campi nazisti- sezione Firenze) rappresentanti dell’amministrazione fra cui la presidente della commissione Pace Susanna Agostini, i consiglieri Andrea Vannucci (Pd) e Mario Tenerani (PdL) Giani ha ricordato e rinnovato il Patto di fratellanza fra le comunità di Firenze e Mauthausen siglato nel marzo 2009. “La democrazia – ha detto il presidente del consiglio comunale- è un bene prezioso da tenere caro. L’importanza della memoria sta proprio nell’imparare dal passato per non ripercorrere mai più quelle strade che ci avevano condotto al terribile ventennio fascista. Alberto Ducci con la sua testimonianza di vita contribuisce a mettere in evidenza la cruda realtà delle deportazioni, della tremenda esperienza del campo di concentramento, della triste sorte dei tanti che non fecero più ritorno a casa. La sua memoria trasmessa al figlio Alessio, oggi così impegnato con passione e dedizione alla presidenza fiorentina dell’Aned, così come all’amico Massimo Settimelli che ha curato la riedizione del libro, contribuisce in modo decisivo a trasmettere alle nuove generazioni l’effettiva riprovazione per quanto è accaduto e l’impegno civile perché non possa più accadere”. (lb)