Emergenza Nord Africa, l'assessore Saccardi: "L'occupazione di ieri è conseguenza di una mala gestione dell'accoglienza non riferibile al Comune di Firenze"

“È l’epilogo che ci stavamo aspettando. Perché quando, quasi due anni fa, si inizia un progetto come quello dell’accoglienza Nord Africa senza porsi il problema di cosa accadrà quando questo terminerà, è probabile che si dia il via a fenomeni come quello delle occupazioni a cui abbiamo assistito ieri nel nostro Comune”. È quanto dichiara l’assessore al welfare Stefania Saccardi in merito all’occupazione dell’ex hotel El Paso in via Baracca.
“A dire il vero il Comune di Firenze questo problema se l’è posto fin dall’inizio. Tant’è che le persone che noi abbiamo accolto sono ancora nelle strutture o hanno la possibilità di usufruire di progetti di permanenza. Infatti le 5-6 persone che partecipano all’occupazione di via Baracca provenienti dal Comune di Firenze hanno la possibilità di restare nelle strutture fino alla fine di marzo e in questo lasso di tempo ci proponiamo di fare un progetto di fuoriuscita ordinata dall’accoglienza per il Nord Africa. Il problema – ribadisce l’assessore Saccardi – è che è mancata una regia razionale da parte prima di tutto dello Stato e in seconda battuta anche di altri soggetti istituzionali. Lo Stato ha finanziato la permanenza delle persone nelle strutture per questo tempo ma non ha previsto percorsi di integrazione o di rimpatrio assistito. Peraltro l’errore principale è stato quello di utilizzare strutture alberghiere, individuate a volte prescindendo da un accordo con i comuni, piuttosto che luoghi individuati dalle amministrazioni locali e gestiti in accordo con loro. Così come non ci si è posti il problema del rimpatrio assistito di coloro che non avevano titolo per ottenere lo status di rifugiato, all’esito di un prezioso lavoro di verifica da parte delle commissioni insediate presso la Prefettura”.
“Era immaginabile – sottolinea l’assessore – che, una volta terminato il finanziamento statale, le strutture alberghiere avrebbero messo fuori gli ospiti senza preoccuparsi del loro destino. Così come era immaginabile che dai comuni contermini queste persone si sarebbero riversate nelle occupazioni sul Comune di Firenze. Tant’è che l’occupazione avviata ieri è stata eseguita da persone provenienti prevalentemente da altri comuni”.
L’Amministrazione comunale di Firenze assiste in modo ordinario e continuativo già circa 200 rifugiati e richiedenti asilo in progetti specifici (progetto Sprar a Villa Pieragnoli e progetto Paci alla Madonnina del Grappa). Oltre a questi sono stati accolti nell’ambito dell’emergenza Nord Africa prima 100 persone e, nel secondo gruppo, 73 adulti e 8 minori. “Tutti hanno avuto non solo un’accoglienza ma un percorso di inclusione o la garanzia di un posto letto alla chiusura del progetto dello Stato in relazione all’emergenza Nord Africa. Lo stesso non è accaduto altrove, ed oggi Firenze si trova ad affrontare una emergenza non imputabile alla propria gestione di questa vicenda. Anche l’Anci - ha in più occasioni censurato, senza grandi risultati, un politica del governo che oggi riversa sulle amministrazioni locali il problema degli arrivi di rifugiati e richiedenti asilo”. (mf)