In Palazzo Vecchio la lettura dei Salmi in ricordo di David Maria Turoldo

L'iniziativa si terrà domenica alle 15 nel Salone dei Cinquecento. Tra i lettori l'assessore Givone

Domenica pomeriggio in Palazzo Vecchio sarà ricordato David Maria Turoldo. A distanza di 21 anni dalla scomparsa del religioso e poeta italiano dell’Ordine dei Servi di Maria, l’associazione Amicizia Ebraico Cristiana di Firenze, in collaborazione con l’assessorato alla cultura, ha organizzato la lettura di 80 Salmi tradotti da David Maria Turoldo, uno dei poeti fondamentali del ‘900 italiano che ha lasciato una ricchissima produzione poetica e una traduzione poetica dei Salmi compiuta nel 1987 in collaborazione con Gianfranco Ravasi, ora Cardinale.
L’iniziativa dal titolo “I Salmi di David”, che si terrà nel Salone dei Cinquecento a partire dalle 15, è stata presentata oggi in Palazzo dall’assessore alla cultura Sergio Givone e da tre membri del Consiglio dell’associazione Amicizia ebraico cristiana di Firenze: Giulio Conticelli, Luigi Bongioanni e la professoressa Ida Zatelli.
“Non c’è modo più autentico di rendere omaggio a una persona che ricordarlo attraverso le traduzioni che lui ha fatto dei testi biblici da lui più amati - ha detto Givone -, perché è lì che si è misurata la forza e l’intensità del rapporto tra lettore e testo, in un rapporto in cui il lettore ha impegnato tutto se stesso.”. “Il traduttore - ha continuato - è la persona più umile che ci sia perché si mette a disposizione, perché ascolta, perché non prevarica e tuttavia in questa umiltà trova la cosa più profonda: il contatto con quella rivelazione che lui sta cercando”.
Gli 80 Salmi saranno letti da 80 persone: rappresentanti delle istituzioni cittadine, dell’Università di Firenze, della Facoltà Teologica dell’Italia centrale, delle Comunità ebraiche di Firenze e di Livorno, della Chiese cristiane, del mondo associativo laico e delle Amicizie ebraico cristiane della Toscana. Tra gli altri parteciperanno l’assessore Sergio Givone, il rabbino capo di Firenze Rav Joseph Levi, il rettore dell’Ateneo fiorentino Alberto Tesi e alcuni studenti di diverse religioni.
Alle letture si alterneranno le note musicali dell’arpa (Elena Castrini), del salterio (Massimiliano Dragoni) e del violino (Jacob Ventura), che hanno accompagnato il canto dei Salmi nella lunga tradizione, sia sinagogale sia delle chiese cristiane.
L’ingresso nel Salone dei Cinquecento è libero, ma da piazza della Signoria, grazie a degli altoparlanti, sarà possibile ascoltare le letture e le musiche del Salone.
La lettura dei Salmi ha il patrocinio del Comune ed è promossa anche con la partecipazione dell’Università degli Studi di Firenze (Cattedra di Ebraico), delle Comunità ebraiche di Firenze e Livorno, dall’Ufficio cultura dell’Arcidiocesi di Firenze, dalla Chiesa del Nazareno, dalla Chiesa Valdese, dalla Chiesa avventista, dalle Facoltà Teologica pentecostale e Teologica dell’Italia centrale, dall’Azione cattolica, dal Movimento ecclesiale di impegno culturale, dal Centro studenti Giorgio La Pira, dal Movimento dei focolari, dalle associazioni Italia-Israele, Dialoghi, Biblia, dalle Comunità di San Leolino e di S. Ignazio, dall’associazione e dalla Biblioteca Fioretta Mazzei, dall’Amicizia Ebraico Cristiana di Ravenna e dall’Amicizia Ebraico Cristiana di Livorno.
L’Amicizia Ebraico Cristiana di Firenze (A.E.C.) è la prima in Italia fondata nel 1950, per iniziativa di Arrigo Levasti, Aldo Neppi Modena e Giorgio La Pira, dopo la Shoah, secondo le indicazioni del francese Jules Isaac. Secondo lo statuto l’A.E.C. ha l’impegno di creare collaborazione tra cristiani ed ebrei e per una convivenza veramente umana, studiando le cause dell’antisemitismo e di ogni altra forma d'intolleranza religiosa. (fp)