Firenze ricorda la giornalista Anna Politkovskaya con un libro-fumetto
Firenze ricorda con un libro-fumetto Anna Politkovskaya, la giornalista russa famosa in tutto il mondo per i suoi reportage sugli orrori della guerra in Cecenia e gli abusi compiuti dalle truppe federali, uccisa a Mosca il 7 ottobre 2006. Questo pomeriggio, nella Sala della Miniatura di Palazzo Vecchio la commissione Pace e Diritti umani ha organizzato un’iniziativa per parlare della cronista, grande dell’allora presidente della Federazione Russa Vladimir Putin. E’ stato presentato il libro-fumetto di Francesco Matteuzzi e della disegnatrice Elisabetta Benfatto che sono intervenuti insieme all’assessora alle Pari opportunità Cristina Giachi, alla presidente della commissione Pace Susanna Agostini e ai giornalisti Stefano Marcelli (Presidente Information Safety and Freedom) e Lucia Aterini. “Siamo di fronte alla storia di una donna – ha detto l’assessora Giachi- uccisa solo perché faceva bene il suo lavoro. Sono fatti in cui la retorica non conta e quando sono raccontati con la sobrietà dei toni e la felicità dei disegni che Francesco Martinuzzi ha usato ci fanno riflettere profondamente. Stiamo entrando nel mese di marzo, l’8 è la giornata della donna e vorrei ricordare tutte le donne che stanno al loro posto e fanno il loro dovere con impegno ed energia proprio come Anna”.
"Eppure faceva soltanto il suo lavoro- ha continuato la presidente Agostini- , come scrive di Lei Ottavia Piccolo nell'introduzione, è importante che due giovani scrittori e disegnatori, un ragazzo e una ragazza, si siano impegnati a dimostrare attraverso un libro fumetto l'assassinio di una donna giornalista, cronista di storia contemporanea e che la lattura del testo porti giovai e meno giovani a riflettere su come la violenza possa impedire di conoscere la storia. Questo testo fa capire bene cosa vuol dire il diritto alla libertà di pensiero, il diritto alla libera informazione. Un patrimonio di cultura da conquistare in tutto il mondo, non solo in Russia. Donne e conflitti è uno spaccato davvero utile di riconoscenza a tante donne che come avvenne nel lontano 1908 a New York perdono la vita per salvaguardare i diritti proprio e di tutta la comunità" (lb)