Centro formazione professionale: esame per 80 giovani che hanno partecipato al corso per cuoco e addetto sala bar
Gli allievi hanno cucinato, servito a tavola e preparato gli aperitivi. È la maturità tutta particolare del Centro di formazione professionale del Comune di Firenze, settore ristorazione e turismo. La parte ‘pratica’ dell’esame di qualifica per cuoco e addetto sala bar ha preso il via ieri per concludersi oggi nella nuova sede della scuola, in via Assisi 20.
Protagonisti 80 giovani hanno dovuto dimostrare le competenze acquisite in unpercorso formativo di 2100 ore (con 600 ore di stage), che ha visto alternarsi la pratica sui fornelli e al G bancone del bar alle lezioni di igiene, merceologia e nutrizione, lingue straniere, cultura del lavoro e dell’impresa oltre, anche, ad un insieme di discipline che ne hanno completato il percorso formativo.
«L’esame sostenuto – ha spiegato l’assessora all’educazione Cristina Giachi presente questa mattina al Cfp - oltre a verificare le competenze professionali pratiche acquisite, ha testato le loro conoscenze e competenze.
La prova pratica di cucina ha proposto un menu ricco di fantasia ma, nello stesso tempo, rispettoso della tradizione che si è sviluppato con proposte particolarmente gradite alla commissione esaminatrice e agli ospiti invitati, in massima parte ristoratori che hanno avuto gli allievi in stage».
Si sono gustati un aperitivo creato per l’occasione, antipasto con tartare di tonno con caviale di cous cous e baccalà mantecato; risotto al cavolo cappuccio con carciofi alla giudia; caponata in agrodolce con rotolino branzino; medaglioni ai funghi sul letto di patate; millefoglie, bomboloni e cenci come dessert.
«La formazione professionale, che riguarda sia giovani in obbligo scolastico che adulti – ha sottolineato l’assessora Giachi – è un vanto del Comune di Firenze. La nostra amministrazione è l’unica che, in Toscana, ha mantenuto strutture come il Cfp che altri enti pubblici, invece, hanno abolito. Questi corsi rappresentano una risposta in più algrave problema della disoccupazione: il 70% dei partecipanti trova, nell’arco dei primi sei mesi dalla fini del corso, una occupazione nel settore, trattenuti, molto spesso, la dove hanno svolto il loro periodo di stage». (fn)