Vera Jarach, Agostini (Pd): "Dedicare un albero nel giardino dei Giusti e Firenze aderisca alla campagna Identità Desaparecidos"

Firenze aderisca alla Giornata dei Giusti piantando nel giardino dei Giusti un albero per Vera Jarach. Lo ha chiesto la presidente Susanna Agostini intervenendo oggi in Consiglio comunale presentando gli impegni presi dalla commissione Pace dopo l’incontro con Vera Jarach Vigevani . Non solo. Agostini ha poi chiesto l’adesione di Firenze alla campagna Identità Desaparecidos e la sensibilizzazione nelle scuole con la collocazione di un albero in un plesso scolastico di secondo grado dedicato a Franca Jarach, la figlia di Vera uccisa a 18 anni. “Tutti questi impegni – ha aggiunto Agostini- necessitano della collaborazione della Giunta. Quello che vogliamo – ha spiegato Agostini non è crogiolarsi nel dolore ma la volontà di ricerca della verità, della giustizia. Il dovere delle memoria. Memoria per non ripetere gli orrori, perché l’uomo può continuare a sbagliare, può ripetere crimini contro l’umanità. Vera Vigevani Jarach è una persona speciale per lucidità mentale e capacità di trasmettere forza e determinazione, testimone e vittima delle principali tragedie del 20esimo secolo: la persecuzione degli ebrei in Europa ed il dramma dei desaparecidos in Argentina". Sette anni fa Vera Vigevani ha ricevuto la nomina a Commendatore della Repubblica Italiana dal Presidente Giorgio Napolitano. Il riconoscimento della massima autorità della Stato Italiano rivolto a dato per l’ impegno e la lotta per la verità la giustizia, la memoria dei crimini di lesa umanità avvenuti durante la dittatura argentina . Vera Vigevani Jarach, nata a Milano nel 1928, dovette lasciare l'Italia nel 1938, emigrando con la famiglia in Argentina a causa delle leggi razziali. Sposata successivamente con Giorgio Jarach, anch'egli fuggito dall'Italia fascista, ebbe una figlia Franca, ''scomparsa'' il 25 giugno 1976, tre mesi dopo il colpo di Stato del gen. Rafael Videla. Da allora, insieme alle altre coraggiose ''madri e nonne di Plaza de Mayo'' ha animato e anima nel mondo, la battaglia per avere verità e giustizia sugli scomparsi durante la dittatura militare. Quello che più sconvolge ascoltando queste testimonianze è la disumanizzazione della persona, è la violenza perpetuata fino alla morte, inutile allo scopo del conflitto. Questi incontri - ha concluso Agostini- dimostrano quanto sia necessario il ricordo, quanto siano necessarie verità e giustizia. Quanto sia un dovere per le istituzioni tutte avere competenza e consapevolezza perché cose tanto crudeli non debbano più avvenire. Vera Jarach ha anche sottolineato la riconoscenza verso i giusti, persone non sorde ai bisogni di umanità, che hanno dimostrato, mettendo a rischio anche la vita, propria e dei familiari, la responsabile solidarietà dando attenzione a ciò che stava accadendo ai propri simili".(lb)