Decreto filiazione, Pieri (Noi con Matteo Renzi): "Assurdo tornale al 1970 nel 2014"

"Serve uno scatto da parte di tutto il Parlamento. Non è mai troppo tardi per evitare un errore così clamoroso"

“Il Decreto Filiazione ci fa ripiombare indietro al 1970, a leggi e criteri dell’Italia del dopoguerra. Non è accettabile che nel 2014 non solo non si facciano passi avanti verso un vero affidamento condiviso, ma addirittura si torni indietro rispetto alla legge approvata nel 2006 e che, almeno in parte, correggeva alcune storture della vecchia legge sul divorzio”. Questo il commento del consigliere di Noi con Matteo Renzi Massimo Pieri .
“Leggendo nel dettaglio il lavoro prodotto dalla Commissione Bianca - il pool di giuristi che ha scritto il decreto poi approvato nelle Commissioni Giustizia e poi firmato da Napolitano - saltano fuori i criteri coi quali è stata fatta a pezzi la 56/06 – ha aggiunto il consigliere –. Come? Ma è ovvio, richiamando alcuni commi della legge sul divorzio. Il che è veramente curioso: la 54/06 correggeva le storture della vecchia legge sul divorzio, poi arriva la commissione Bianca e si riparte dal via, come al gioco dell’oca.
Nel 2014 dovremo confrontarci con un Diritto di Famiglia modificato da norme superate da oltre 40 anni. È questo il progresso? Se la ‘New Age’ della bigenitorialità parla il linguaggio degli anni ’70, allora adeguiamoci. Da domani Olivetti e pallottoliere invece del computer, gettoni del telefono invece del cellulare, briscola invece della playstation, 45 giri di Gigliola Cinquetti invece del CD di Ligabue. Per rinnovare l’affido dei figli hanno resuscitato una legge del 1970 ma allora, mi chiedo, perché non un Regio Decreto del 1930? Perché non il pater familias del Diritto Romano? Perché non “onora il padre e la madre” delle tavole di Mosè?”.
“Sia chiaro che ridiamo per non piangere. E speriamo, questo sì seriamente, che tutto il Parlamento si muova – anche se fuori tempo massimo – e in un sussulto di consapevolezza faccia marcia indietro finché è possibile. Ne va dei diritti dei tanti genitori separati nel nostro Paese e di quelli, ancor più sacrosanti, delle loro bimbe e bimbi” ha concluso Pieri.

(fdr)