Stragi di Parigi, Silvia Noferi e Arianna Xekalos (M5S): "L'immigrazione può essere gestita, il terrorismo no"
Quanto accaduto a Parigi è scioccante. Inutile dire che nessuno poteva aspettarsi tanta violenza ed un attacco di tale portata.
Non confondiamo però l‘immigrazione con il terrorismo: l’immigrazione può essere gestita, il terrorismo no.
Quest’oggi però non vogliamo solo piangere i morti ed i feriti, perché questo lo facciamo già da giorni ognuno di noi in silenzio. Piuttosto – spiegano le consigliere del Movimento 5 Stelle Arianna Xekalos e Silvia Noferi – vorremmo riflettere sulle possibili cause di un attacco così feroce e terribile, che deploriamo con fermezza.
Era il 23 maggio di quest’anno quando i giornali scrivevano che l’Italia ed altri paesi occidentali sono i maggiori esportatori di armi da guerra nel nord Africa e non solo.
In particolare, nel 2014 le esportazioni italiane di pistole, fucili e carabine sono state pari a 453 milioni, lievemente inferiori al 2013, ma superiori alla media del decennio.
Solo l’anno scorso sono ammontate a circa 30 milioni di euro le esportazioni di pistole, fucili, carabine e simili verso la Libia, l’Algeria, la Tunisia, l’Egitto, paesi sul punto di esplodere, dilaniati dalle faide tra clan e senza più un potere centrale riconoscibile. A questi paesi dobbiamo poi aggiungerci quelli del Medio Oriente, dall’Arabia Saudita alla Siria, compresi Iran e Iraq sotto l’attacco degli assassini del Califfato dell’Isis, che hanno ricevuto dall’Italia un buon numero di pistole e fucili.
Questi dati, che a nostro parere sono assai preoccupanti, emergono da uno corposo rapporto dell’istituto di ricerche internazionali Archivio Disarmo dal titolo Armi leggere, guerre pesanti curato da Antonio Lamanna e da Maurizio Simoncelli. I dati utilizzati sono quelli ufficiali contenuti nel database dell’Istat.
Il nostro vuole essere un invito a riflettere, tutti insieme, sulla importanza delle nostre esportazioni di armi in questi paesi. Alle esportazioni – concludono Arianna Xekalos e Silvia Noferi – dobbiamo aggiungerci poi le guerre nate ufficialmente per portare pace e democrazia in questi paesi, ma che quasi sempre si risolvono in guerre civili, spesso senza fine.
Per questi motivi oggi piangiamo tutti i morti, non solo quelli di Parigi, ma di tutte le parti del mondo dove cittadini inermi vengono massacrati e assassinati senza colpe per decisioni ed interessi altrui. (s.spa.)