Noferi (M5S): "Nuove mode e nuovo Prê-à-porter"
Questo l’intervento della consigliera del Movimento Cinque Stelle Silvia Noferi
“Alla mia interrogazione con risposta in aula del 10 giugno scorso l’Assessore Mantovani ha risposto per iscritto.Adesso va di moda così.
Gli Assessori raramente si presentano in consiglio comunale, se lo fanno scelgono quando gli fa più comodo, nel senso che pianificano “entrate/uscite strategiche” dall’aula per non rispondere a questo o quel consigliere di opposizione che fa domande un po’ troppo scomode e noiose.
Con questo andazzo e poco rispetto per il ruolo del Consiglio Comunale in questa consiliatura, gli assessori seguono l’esempio del Sindaco Nardella che è diventato quasi uno sconosciuto nel salone de’ Dugento se non fosse per le notizie che lo raccontano in veste di attore improvvisato, di cantore di poesie, di presidente della ancora più oscura Città Metropolitana, a presenziare a quella inaugurazione o all’altra manifestazione. Insomma dove ci sono un po’ di nastri e giornalisti, tanto per intendersi.
E’ diventata regola cominciare il consiglio comunale con la presenza di soli uno o due assessori; suonano gli inni, i consiglieri comunali ritti in piedi per rispetto e la Giunta… manca! Per loro non esiste la regola del numero legale, d’altra parte si sa, hanno vinto le elezioni e possono fare quello che vogliono.
I cittadini non si sono mai sognati di controllarli e difatti continuano a votarli. “Finché dura fa verdura” diceva mia nonna, santa donna, pace all’anima sua.
In questo contesto rientrano anche tutte le modifiche al Regolamento del Consiglio Comunale che il partito di maggioranza si presta a varare in uno dei prossimi consiglio comunali, ma questa è un’altra puntata, abbiate la pazienza di aspettare un’altra settimana.
Tornando alla mia interrogazione sul ruolo avuto dal Sindaco nel ricevimento del gemellaggio con la città di Kyoto avevo chiesto chiarimenti sull’articolo del Corriere Fiorentino che recitava: “Il primo cittadino, tra l’imbarazzo e il divertito, ha partecipato al defilé al fianco di due geishe, prima di tagliare una grande torta insieme al sindaco Kadokawa…”
L’Assessore Mantovani ha ritenuto opportuno inviarmi una bellissima risposta scritta di due pagine dove spiega chi sono le geishe e che troppo spesso vengono paragonate a delle prostitute mentre in realtà sono delle donne “d’arte”. Probabilmente aveva da fare e sapendo di non poter essere presente in aula molto gentilmente mi ha inviato la risposta scritta, non ho avuto modo di ringraziarla, per questo scrivo questo comunicato.
Con l’occasione mi permetto qualche considerazione, non sul nuovo lavoro da “modello” del Sindaco, alle cui velleità artistiche ormai siamo avvezzi, ma sull’opportunità della presenza delle geishe, ops… delle “donne d’arte”, invitate personali del sindaco di Kyoto, senza che il cerimoniale di Palazzo Vecchio potesse intervenire o saperlo in anticipo.
Ormai tutti hanno capito che a Firenze possono fare quel che gli pare, ma a parte questo, il lavoro delle geishe, oggi come ieri, sottolinea la completa subalternità del ruolo della donna e la loro professione non può essere in nessun modo presa a modello, né essere considerata una forma di emancipazione femminile, anzi! Se non fosse chiaro domandatevi come mai non esistono delle geishe uomo.
Incredibile la risposta, che è stato un invito del sindaco di Kyoto fuori programma e che sarebbe stato scortese rifiutare, in queste occasioni il cerimoniale è (o almeno dovrebbe essere) molto preciso e non dovrebbero essere consentiti fuori programma.
Il personale del cerimoniale credo sia pagato per questo e dalle bandiere tedesche esposte in occasione del meeting con la Merkele poi subito ritirate, questo è il secondo appunto che mi sento di fare, fosse solo per evitare che in occasione di qualche visita o futuro gemellaggio si corra il rischio di dover indossare il burka per non spiacere ai nostri ospiti”. (fdr)