Movimento 5 Stelle e La Firenze Viva presentano risoluzione sull'Opificio delle Pietre Dure
Le consigliere del Movimento 5 Stelle e de La Firenze Viva hanno presentato oggi in Conferenza Capigruppo il testo della risoluzione che chiede al Sindaco di attivarsi con urgenza presso il Governo per impedire la chiusura dell'Opificio, centro di restauro famoso in tutto il mondo. Entro la fine del 2015 tre Laboratori chiuderanno perché l’unico tecnico presente andrà in pensione.
Di seguito il testo:
IL CONSIGLIO COMUNALE
CONSIDERATO che la Carta Costituzionale Italiana all’art. 9 recita: “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”;
CONSIDERATO che il primo laboratorio per la lavorazione artistica delle pietre dure fu fondato nel 1588 da Ferdinando I de’ Medici e che per tre secoli ha continuato la sua attività fino a quando, con la costituzione del Regno d’Italia, cominciò a specializzarsi soprattutto nel restauro delle opere d’arte; specializzazione che ha avuto notevole impulso con il restauro delle opere d’arte danneggiate durante la II Guerra Mondiale e ancora di più in seguito alla tragica alluvione di Firenze del 1966 che lo vide fondersi con il Gabinetto di restauro della Soprintendenza alle Belle Arti per divenireuno dei centri all'avanguardia nel mondo del restauro, sintetizzando tradizione e modernità tecnologica.
CONSIDERATO che il blocco del turnover nella pubblica amministrazione ha ridotto in maniera drastica il personale, tanto che in alcuni laboratori, come il Laboratorio Terrecotte, il Laboratorio Arazzi, il Laboratorio Oreficeria e il Laboratorio Tessili risulta impiegato rispettivamente soltanto un esperto;
VISTO che in almeno tre di questi laboratori nel corso del 2015 il personale andràin pensione e non ci sarà nessuno con le necessarie competenze per poter mantenere aperte queste specificheattività di restauro che non possono certamente essere demandate a personale assunto a contratto per evidenti ragioni di responsabilità dato l’inestimabile valore delle opere che vengono trattate;
VISTO che gli attuali 91 esperti impiegati in tutti i laboratori sono assolutamente insufficienti, sia come numero sia come età (in quanto prossimi alla pensione), a garantire l’ottimale funzionamento della storica istituzione;
VISTO che i fondi inviati dal Ministero per la copertura delle attività di funzionamento (utenze) e lavori pubblici sono stati nel 2013 Euro 700.000 e nel 2014 Euro 348.000, con una diminuzione di quasi il 50% e che per il 2015 non solo non è stato inviato ancora un Euro ma neanche la programmazione che di solito viene inviata nel mese di novembre per l’anno successivo;
VISTO che questa mancanza di erogazione fondi ha messo in ginocchio questa pregevolissima Istituzione dello Stato costretta alla data odierna ad essere insolvente nel pagamento di circa 140.000 Euro ad Acea Energia e che questo debito è stato ceduto ad un Istituto bancario con conseguenteinutile aggravio di interessi;
CONSIDERATO che l’Ente per far fronte alla mancanza di personale in alcuni casi ricorre a personale esterno con incarichi a tempo determinatoil quale, pur percependo stipendi molto bassi, costa il doppio del personale assunto direttamente;
VISTO che da moltissimi anni non viene bandito un concorso pubblico per la selezione di personale specializzato da assumere direttamente;
CONSIDERATO che presso l’Opificio della Pietre Dure è attiva fin dal 1978 una Scuola di restauro, dal 1998 denominata Scuola di Alta Formazione e di Studio, equiparata al diploma di laurea magistrale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali, della durata di 5 anni, a cui partecipano anche numerosi studenti stranieri ma che è messa in difficoltà dalla mancanza di fondi per il pagamento dei docenti esterni provenienti da istituti impegnati nella ricerca e nell'attività di tutela e conservazione;
CONSIDERATA l’importanza ed il pregio di questa Istituzione famosa in tutto il mondo ma parte fondamentale ed imprescindibile dell’identità culturale e tecnico-scientifica della città di Firenze,
Invita il sindaco
a farsi promotorepresso il Governo affinché provveda con la massima urgenza a fornire all’Opificio delle Pietre Dure di Firenze risorse economiche adeguate alle necessità di funzionamento ordinario (utenze) e all’attività di restauro, oltre all’assunzione tramite concorso pubblico di personale qualificato per le attività dei vari laboratori di restauro. (s.spa.)