Musei civici fiorentini, un'eccellenza il Museo Stefano Bardini

Sopralluogo della Commissione cultura e sport

La Commissione Cultura e Sport del Comune di Firenze, presieduta da Maria Federica Giuliani, ha visitato ed incontrato i responsabili del Museo Stefano Bardini. Dopo la sua morte, grazie al lascito testamentario, il Comune di Firenze ne divenne proprietario. Il museo fu però oggetto di numerose trasformazioni che ne modificarono il suo aspetto originale. Solo tra il 1999 e il 2009 il Comune chiuse al pubblico il museo allo scopo di ripristinare gli allestimenti originali e permettere al visitatore di ammirare la collezione completa dell'antiquario, nell'atmosfera di fine Ottocento. La Commissione accompagnata dalla curatrice Antonella Nesi e dalla dirigente dei Musei Civici Fiorentini Silvia Penna, ha visitato i vari ambienti apprezzando la qualità delle opere esposte e la suggestione degli allestimenti finalmente ripristinati come studiati da Bardini. Tutti sono stati concordi nel ritenere necessario il dover valorizzare il più possibile questa ricca realtà museale, tappa fondamentale per conoscere la vita e l'attività del più grande artista ed antiquario italiano del XIX secolo. Il Museo, che ha sede in via dei Renai, 37, fu realizzato nel 1880 dall'antiquario e collezionista Stefano Bardini che trasformò il duecentesco convento di S. Gregorio alla Pace nella sede della sua attività antiquaria. Alla vigilia del primo conflitto mondiale, chiuse il negozio e lo trasformò nella propria galleria personale, valorizzata ancor più grazie al blu “Bardini” con cui sono decorate le pareti. Capolavori di Donatello, Pollaiolo e Tino da Camaino risplendono in un sorprendente allestimento per ricchezza e varietà delle opere esposte, soprattutto del Trecento e Quattrocento, cui furono affiancati esemplari di scultura classica e rarità di arte minore. (s.spa.)