Crocifissi nei locali dellanagrafe, interrogazione di Baruzzi (DS) e Pettini (Comunisti):

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Perché nei locali dell'anagrafe da poco ristrutturati sono stati installati simboli religiosi indelebili? E' quanto chiedono di sapere Daniele Baruzzi (DS) e Luca Pettini (Comunisti Italiani).«Dalle lettere di protesta di alcuni cittadini – scrivono in una interrogazione – abbiamo saputo che, durante i lavori di ristrutturazione dei locali dell'anagrafe, sono stati installati dei crocifissi in cui il simbolo della croce è direttamente disegnato nelle pareti e la figura umana stilizzata è fissata sul muro».«Il principio di laicità dello stato e di separazione tra Stato e comunità religiose – proseguono i due consiglieri – presuppone che i locali pubblici non rechino simboli di nessuna religione, a maggior ragione nei locali dell'anagrafe, per definizione riservati all'universalità della cittadinanza. Firenze è una città storicamente laica, aperta e multiculturale e lo dovrà essere sempre di più a fronte delle mutazioni demografiche e culturali a cui sono soggetti i paesi ricchi del mondo».Baruzzi e Pettini vogliono conoscere «quali sono le normative su cui è basata l'esposizione di simboli religiosi nei locali comunali»; «chi ha disposto in tal senso»; «se non si ritenga di intervenire affinché, nel rispetto della sensibilità di ogni singolo utente e della laicità dello Stato, i locali dell'anagrafe siano privi di segni religiosi; «se non si ritenga, per testimoniare - nel luogo in cui sono conservati i dati inerenti la cittadinanza di tutti e tutte – l'uguaglianza di tutti i cittadini e le cittadine davanti alla legge, stabilita solennemente dalla Costituzione Repubblicana, di apporre nei locali dell'anagrafe, al posto dei simboli religiosi, un ritratto del Presidente della Repubblica o altro simbolo repubblicano».L'interrogazione è stata firmata anche da Gianni Amunni, Gregorio Malavolti Lucia Matteuzzi, Elisabetta Meucci (DS), Nicola Rotondaro e Lorenzo Marzullo (Comunisti Italiani).«In un'epoca di risorgenti fondamentalismi – hanno commentato i due esponenti del centrosinistra – è necessario dare segnali forti di laicità e di rispetto per le cittadine ed i cittadini appartenenti alle più diverse religioni o non credenti: soprattutto in una città aperta e tollerante come la nostra, che tra l'altro ormai comprende cittadine e cittadini di varie etnie e fedi. E' per questo che siamo rimasti stupiti quando abbiamo appreso, grazie ad email di protesta di alcuni cittadini, che nell'ufficio anagrafe a Palazzo Vecchio sarebbero stati installati crocifissi inamovibili, in quanto direttamente disegnati sulle pareti. Tutto ciò proprio in quell'ufficio, l'anagrafe, che anche simbolicamente, rappresenta il rapporto tra il Comune ed i propri cittadini. Non sarebbe il caso di apporre in questi locali, invece di simboli religiosi, simboli repubblicani che ricordino come gli unici valori condivisi a cui tutta la nostra comunità è richiamata siano quelli costituzionali?». (fn)Questo il testo dell'interrogazione:Soggetti proponenti: Luca Pettini, Daniele BaruzziI SOTTOSCRITTI CONSIGLIERIvenuti a conoscenza da lettere di protesta inviate da alcuni cittadini che, durante i lavori di ristrutturazione dei locali dell'anagrafe, sono stati installati dei crocifissi in cui il simbolo della croce è direttamente disegnato nelle pareti e la figura umana stilizzata è fissata sul muro,preso atto che il principio di laicità dello stato e di separazione tra Stato e comunità religiose presuppone che i locali pubblici non rechino simboli di nessuna religione, a maggior ragione nei locali dell'anagrafe, per definizione riservati all'universalità della cittadinanza;ricordato che Firenze è una città storicamente laica, aperta e multiculturale e lo dovrà essere sempre di più a fronte delle mutazioni demografiche e culturali a cui sono soggetti i paesi ricchi del mondo;INTERROGANO IL SINDACOper conoscere:quali sono le normative su cui è basata l'esposizione di simboli religiosi nei locali comunali;le motivazioni che hanno portato ad installare simboli religiosi indelebili nei locali dell'anagrafe da poco ristrutturati;chi ha disposto in tal senso;se non ritenga di intervenire affinché, nel rispetto della sensibilità di ogni singolo utente e della laicità dello Stato, i locali dell'anagrafe siano privi di segni religiosi;se non ritenga, per testimoniare — nel luogo in cui sono conservati i dati inerenti la cittadinanza di tutti e tutte — l'uguaglianza di tutti i cittadini e le cittadine davanti alla legge, stabilita solennemente dalla Costituzione Repubblicana, di apporre nei locali dell'anagrafe, al posto dei simboli religiosi, un ritratto del Presidente della Repubblica o altro simbolo repubblicano.