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Questo il testo dell'intervento del consigliere di Forza Italia Enrico Bosi:«L'emergenza Peretola ripropone ancora una volta all'attenzione i mali dell'aeroporto, mali che hanno origini lontane, frutto di madornali errori nella politica regionale dei trasporti cominciati nel 1974 e proseguiti fino ad oggi con scelte sbagliate ed occasioni perdute.E' sconcertante, nel 2006, quando in tutta Italia, nel settore aeroportuale si registra un fervore di opere, dover vivere una situazione che ripropone lo stesso clima, gli stessi errori, le stesse responsabilità di trenta anni fa.Ovviamente il problema dello scalo non sta nell'improvvisa emergenza creata dal cedimento della pista, scoglio che prima o poi si registra per qualunque scalo, ma nelle normali emergenze in cui vive il Vespucci per le carenze strutturali che non si vogliono risolvere e che ostacolano ogni giorno l'operatività dei voli.I lavori di rifacimento della pista avrebbero potuto rappresentare una grande sfida, includendovi anche il suo allungamento di 150 metri. Ma non c'è stata unità d'intenti e ci si è trincerati dietro lo schermo della valutazione di impatto ambientale e il ridicolo studio IATA, commissionato dalla Camera di Commercio di Firenze al solo scopo di buttare via dei soldi e di farsi dire cose ovvie. Un allungamento che avrebbe messo finalmente in sicurezza lo scalo, una volta consumata la beffa della nuova pista, bloccata di nuovo senza motivo dal Comune e Regione e sostenuta troppo timidamente da chi l'aveva ipotizzata.Si doveva anche prendere l'occasione di attuare ogni intervento possibile per far funzionare l'attuale aeroporto dando inizio anche ai lavori della bretella di rullaggio che, se fosse stata già in funzione, probabilmente avrebbe evitato il cedimento della pista alleggerendo il carico a cui è sottoposta con i nuovi aerei AIRBUS A 319.La pista più lunga, inoltre, avrebbe consentito di accogliere i nuovi jet con la necessaria regolarità operativa e non più in balia, durante l'inverno, di ogni minima perturbazione.Tutto ciò è indispensabile perché il Vespucci possa gestire efficacemente i voli nazionali ed europei con il ruolo riconosciutogli da tutti gli atti di pianificazioneUn efficace sistema aeroportuale può esistere, infatti, soltanto se esistono validi aeroporti funzionali ai vari ambiti regionali.Prima di pensare ad ipotesi di integrazioni tra scali è necessario dunque investire sulle infrastrutture e in primis su quelle fiorentine.Il problema dei collegamenti aerei della nostra area non si risolve nascondendo i problemi strutturali del Vespucci o cercando di gabellare - come è caro all'assessore regionale Conti o ad altri soloni che di trasporto aereo non capiscono un bel niente soluzioni alternative quali treni, scali di altre città o fantomatiche sinergie aeroportuali.Vale, infine, ricordare il danno che la chiusura dello scalo, proprio il 2 febbraio, crea all'economia fiorentina e pratese, colpendo anche una delle più importanti rassegne della moda come Pitti Filati.Ma non solo. Per vari mesi ne soffriranno anche i 55 lavoratori precari, ai quali va il nostro affettuoso saluto, e tanti altri lavoratori dell'indotto che si troveranno senza lavoro. A questi operatori del trasporto aereo non mancherà l'appoggio e la solidarietà di Forza Italia, che ha incontrato, prima fra tutte le forze politiche, i lavoratori della RSU di Peretola e si è battuta perché ai lavoratori fossero date delle precise garanzie per il futuro (vedi interrogazione del 22 dicembre u.s.)Concludo questo mio intervento invitando il Presidente del Consiglio ad attivare un'indagine conoscitiva sulla realtà del Vespucci, anche mediante il sopralluogo di una delegazione di consiglieri, al fine di consentire a tutti di toccare con mano le vere necessità dello scalo e le reali possibilità di sviluppo di un'infrastruttura sulla quale spesso si spendono parole a vanvera e opinioni discordanti».(fn)