Falciani (SDI): Individuare una piattaforma programmatica che rilanci il turismo a Firenze

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Dieci milioni di visitatori l'anno, che spendono circa 2 miliardi di euro, 8500 addetti in alberghi e ristoranti, 40.000 operatori nel settore commerciale. Sono questi i numeri sui quali si è discusso questo pomeriggio, in Palazzo Vecchio, durante il convegno organizzato dal capogruppo dello SDI Alessandro Falciani e dal gruppo in consiglio regionale insieme alla federazione provinciale dello SDI.«Occorre individuare una piattaforma programmatica che rilanci il turismo a Firenze – ha sottolineato Falciani insieme al capogruppo regionale Pieraldo Ciucchi, ad Oreste Torre, responsabile commissione turismo della federazione SDI ed a Paolo Venturi, segretario provinciale dello SDI - garantendone le compatibilità con le risorse naturali, le dotazioni infrastrutturali, come strade, parcheggi, mezzi di trasporto, smaltimento rifiuti, e con l'identità culturale della comunità ospitante: il concetto di turismo sostenibile. Assistiamo da anni ad un singolare spettacolo che vede una pletora di attori: il Comune, la Provincia, l'APT, la Camera di Commercio, le associazioni di categoria, la Regione, andare ciascuno per la propria strada, promuovendo progetti di esclusiva visibilità istituzionale, come nel caso del Genio Fiorentino e della Notte Bianca. Terminato con la fine degli anni '60 i tempi del turismo elitario, Firenze è diventata sempre più meta di crescenti flussi di visitatori frettolosi, che si limitano a consumare la città nel triangolo S.Marco- Ponte Vecchio – S.Croce».«Occorre rifiutare il destino di città da consumare e progettare quello di città da vivere – hanno aggiunto - vincendo la rassegnazione all'invasione degradante, e lanciando la sfida dell'accoglienza e della creatività. Firenze è città di arte e cultura, e il modo migliore per restare fedele a questa natura è continuare a creare arte e cultura, organizzando eventi artistici all'altezza della sua storia di grande valenza culturale e risonanza internazionale. Ma la città deve pensare di più a se stessa, far vivere meglio i suoi abitanti significa essere più attraente anche per i turisti, e quindi occorre una politica volta a combattere il diffuso degrado soprattutto nel centro storico.Ma la sfida decisiva per salvare l'identità della nostra città è quella di riportare i fiorentini in centro, nelle strade nei negozi, nei ristoranti agli spettacoli, affinché Firenze non si trasformi in un artificiale luna park rinascimentale per turisti. E la riorganizzazione di Firenze Fiere, può probabilmente rappresentare un'occasione d'oro per ripensare il calendario delle manifestazioni fieristiche, puntando alla creazione di nuovi appuntamenti di valenza almeno nazionale». (fn)