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Una mozione sulle «politiche di riduzione della povertà nel mondo» è stata approvata dalla commissione per le politiche sociali e della salute, presieduta da Susanna Agostini.Nel documento si ricorda il convegno "Dai poveri illegali, alla illegalità della povertà", organizzato dalla presidenza del consiglio comunale e l' Università del Bene Comune, che si è svolto lo scorso settembre a Palazzo Vecchio ed al termine del quale è stata approvata la "dichiarazione d'illegalità della povertà".La mozione impegna il consiglio comunale «a far proprio, conformemente alle proposte contenute nella dichiarazione, il riconoscimento del principio che " la povertà è la negazione dei diritti umani e della dignità della persona , cioè la povertà è illegale"»; «a proseguire e concretizzare, politiche coerenti con i principi su esposti nel rispetto alla difesa dei beni comuni e servizi pubblici prioritari»; «ad adottare come uno dei criteri di valutazione delle proprie politiche sociali e di lotta alla povertà la "norma internazionale povertà zero"»; «a promuovere un tavolo di lavoro con le città che aderiranno alla dichiarazione sulla illegalità della povertà, per dar vita alla prima rete delle città per l'illegalità della povertà»; «a contribuire alla costituzione di un osservatorio urbano Mondiale incaricato di monitorare l'applicazione della norma internazionale povertà zero»; «a collaborare con le reti di città o istituzioni già impegnate su percorsi analoghi di lotta alla povertà, per elaborare strategie di applicazione del principio di illegalità della povertà». (fn)Questo il testo della mozione:MOZIONEIL CONSIGLIO COMUNALEOggetto: politiche di riduzione della povertà nel mondoPremesso che :Su mozione n. 402 del 9.6.05 della IV Commissione consiliare, approvata nella seduta del Consiglio Comunale del 29.6.05 , si è svolto a Firenze, il 9 e 10 settembre 2005 nella Sala dei Cinquecento il convegno "DAI POVERI ILLEGALI ALLA ILLEGALITA' DELLA POVERTA'";tale convegno ha portato all' approvazione di una proposta di dichiarazione sull'illegalità della povertà, al di là dell'abdicazione mondiale;la dichiarazione propone che le città e le collettività locali diventino i luoghi privilegiati a partire dai quali dare concretezza alle misure poste in essere per dichiarare l'illegalità della povertà;Aderisce alla "Dichiarazione d'illegalità della povertà"il cui testo è in allegato,condividendone le affermazioni di principio quali:a tutti i cittadini deve essere garantito il diritto alla vita indipendentemente dal reddito;la povertà come la schiavitù è il risultato del comportamento e delle azioni degli esseri umani .La povertà è la negazione dei diritti umani che sono alla base di una sana democrazia;la povertà può essere eliminata solo agendo con soluzioni che incidano alla radice sulle cause della povertà stessa;perciò si impegnaa far proprio, conformemente alle proposte contenute nella Dichiarazione , il riconoscimento del principio che " la povertà è la negazione dei diritti umani e della dignità della persona , cioè la povertà è illegale";a proseguire e concretizzare, politiche coerenti con i principi su esposti nel rispetto alla difesa dei beni comuni e servizi pubblici prioritari;ad adottare come uno dei criteri di valutazione delle proprie politiche sociali e di lotta alla povertà la Norma internazionale povertà zero (NIPZ);a promuovere un tavolo di lavoro con le città che aderiranno alla Dichiarazione sulla illegalità della povertà, per dar vita alla prima Rete delle città per l'illegalità della povertà (Poverty Free Cities Network) ;a contribuire alla costituzione di un Osservatorio Urbano Mondiale incaricato di monitorare l'applicazione della NIPZ ;a collaborare , aderendo a RETIS, con le reti di città o istituzioni già impegnate su percorsi analoghi di lotta alla povertà, per elaborare strategie di applicazione del principio di illegalità della povertà;auspicando di poter redigere, alla fine del 2006, la prima classifica internazionale delle città a "povertà zero".p. La CommissioneLa PresidenteSusanna Agostini