Agostini (DS): Simbolicamente alto il valore della celebrazione dellOlocausto in tutto il mondo nella data del 27 ge

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"Il 2005 unisce scadenze storiche che riportano a ferite e ad eventi ancora vivi nella memoria collettiva dei popoli del mondo. Infatti in questo anno ricorre il 60° anniversario della fine della guerra e dell'Olocausto, delle aggressioni nucleari al Giappone e della fondazione dell'ONU. Anche attraverso queste iniziative nel suo 60° anniversario l'ONU può rilanciare il proprio ruolo di garante della pace e della sicurezza umana. È importante che diversi Paesi, tra i quali Stati Uniti, Russia, Australia, Canada, oltre ad Israele,abbiano chiesto alle Nazioni Unite di proclamare il 27 gennaio, ogni anno, il giorno in cui ricordare la tragedia dell'Olocausto".È il commento di Susanna Agostini consigliera comunale dei DS che sottolinea come "da anni abbiamo constatato come il 27 gennaio, il cosiddetto «Giorno della Memoria», sia diventato appuntamento atteso, che vede coinvolti un numero sempre più alto di studenti e cittadini. Un modo per conoscere nel profondo storie e esperienze vissute dai nostri genitori e nonni. Fatti che non si devono più ripetere"."In occasione della Conferenza Internazionale dei sindaci per la Pace che si è temuta ad Hiroshima il 5 agosto scorso, è stata avanzata la richiesta di una data in memoria delle vittime della bomba atomica che potrebbe coincidere con il 6 o il 9 agosto – ha proseguito Susanna Agostini –. Sarà sempre l'Assemblea generale delle Nazioni Unite che verrà chiamata a decidere anche su questa proposta. Intanto ci aspettiamo che nella riunione del mese prossimo sia dichiarata la giornata mondiale contro l'Olocaustro da celebrare tutti gli anni il 27 gennaio"."Se questa proposta passerà al Palazzo di Vetro dell'Onu – ha concluso la consigliera dei DS –, sarà data la possibilità di condividere la memoria e onorare le vittime dell'Olocausto contemporaneamente in tanti Paesi. Perché è anche l'esercizio della memoria, davanti alle tragedie che hanno segnato la storia, che ci permetterà di spostare in avanti la frontiera della convivenza tra culture, religioni, tradizioni tanto diverse che si trovano a convivere nella comunità attuale". (uc)