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«Da Firenze un'iniziativa per liberare il popolo tibetano». E' quanto propone il capogruppo delo SDI Alessandro Falciani secondo il quale «desta stupore la mostra fotografica sul Tibet, organizzata a Palazzo Strozzi dall'Associazione Italia-Cina, perché si tratta di una rassegna che ignora completamente la tragedia di quel popolo, e l'oppressione subita dal Tibet per mano della Repubblica Popolare Cinese».«Risulta completamente assente ha aggiunto Falciani - la lotta del popolo tibetano e del Dalai Lama per riportare dignità e libertà a quel paese ingiustamente oppresso. E' utile ricordare che il Tibet fu invaso nel 1949 dalle truppe cinesi, provocando la morte di oltre un milione di persone, la distruzione di oltre 6.000 monasteri, l'incendio di centinaia di biblioteche, il saccheggio di templi, la razzia di tesori religiosi e culturali Ed è altrettanto utile ricordare che nel dicembre del 1989 è stato conferito al Dalai Lama il premio nobel per la pace, perché egli nella sua lotta di liberazione del Tibet ha sempre e coerentemente rifiutato l'uso della violenza, preferendo ricercare soluzioni pacifiche basate sulla tolleranza e rispetto reciproco. E intanto nel Tibet prosegue la cinesizzazione forzata del Paese, specialmente nelle aree urbane, anche a mezzo di immigrazione di massa. Ormai Lhasa ha più residenti cinesi che tibetani, e il cinese è diventata la lingua ufficiale, mentre il tibetano è sceso al rango di dialetto».«Firenze si faccia quindi promotrice, nel solco della sua vocazione e della sua tradizione, di una iniziativa di pace e di libertà ha concluso il capogruppo dello SDI - che favorisca la realizzazione di un autentico governo autonomo per il Tibet in seno alla Repubblica Popolare Cinese, invitando il Governo Cinese a riprendere i negoziati diretti con il Dalai Lama al fine di definire un autentico nuovo statuto di piena autonomia per il Tibet, cogliendo l'occasione dello svolgimento delle Olimpiadi che si terranno in Cina nel 2008 per seguire le norme internazionali in materia di diritti dell'uomo». (fn)