Societ della Salute, Rifondazione: Ecco perch siamo contrari

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Questo il testo dell'intervento dei consiglieri del gruppo di Rifdondazione Comunista:«La nostra contrarietà agli atti relativi alla Società della Salute in discussione nella seduta odierna del Consiglio Comunale conferma la nostra valutazione negativa sulla costruzione di questo strumento organizzativo nel quale sembrano non credere più neppure quanti in Regione l'avevano creato, nonostante le proclamazioni ufficiali. Né rassicura sulle prospettive l'artificio linguistico "governo effettivo" a cui si è ricorsi per segnalare un cambiamento nelle parole che non ha corrispondenza nei fatti.La delibera di proroga fino al dicembre 2007 del Consorzio Società della Salute di Firenze, infatti, prevede la prosecuzione dell'attuale situazione in cui la sua attività si attesta sulla programmazione e il governo, escludendo la gestione diretta delle normali attività di assistenza e sanitarie sul territorio che restano in capo agli Enti di competenza, Comune e ASL.Né si può considerare in via di realizzazione l'integrazione socio-sanitaria in base alla creazione di pochi gruppi tecnici interaziendali, mentre ancora pochi mesi fa il Presidente individuava come un ostacolo all'integrazione " i diversi contratti del personale dipendente (ASL e Comune)".La grande novità, la partecipazione dei cittadini, è ridotta ad un Comitato di 10 rappresentanti di associazioni, che da sempre hanno avuto relazioni con l'Amministrazione.Non si può sottovalutare il fatto che dopo l'adesione iniziale a questo modello organizzativo, che garantiva contributi regionali eccezionali, molti Comuni non vi abbiano aderito e adesso circa la metà della popolazione toscana non è coinvolta in questa sperimentazione.Non si può sottovalutare il fatto che la stessa Regione Toscana stia finanziando un progetto a Castelfiorentino assolutamente diverso dalla Società della salute.Ed infine, non si può sottovalutare il fatto che la Ministra Turco, nel suo programma di insediamento come Ministro della salute, abbia esplicitamente affermato che la sua proposta è orientata verso un altro modello, la Casa della salute, basata sull'analisi dell'esperienza e limiti dei distretti, sulla consapevolezza che l'ospedale ha da sempre rastrellato le risorse a scapito del territorio e che si deve saldare questa storica frattura riorganizzando il territorio, sulla presenza e il ruolo dei medici di medicina generale.Un progetto che, fermo sulla necessità dell'integrazione, assume come punto di partenza il territorio, piuttosto che un'integrazione impostata dal vertice, organizzata e gestita dall'alto che non riesce poi a confrontarsi con la operatività quotidiana come è per la Società della salute; un progetto che qualcuno definisce "presidio civile della comunità di un territorio" nel quale la partecipazione può solamente nascere dal coinvolgimento dei diretti interessati, singoli cittadini o associati, non attraverso procedure elettive/selettive come è avvenuto per il Comitato di partecipazione della Società della Salute».(fn)