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Questo il testo della lettera inviata da Dario Nardella, presidente della commissione cultura, al sindaco Leonardo Domenici, che è anche presidente del consiglio di ammimnistrazione della Fondazione Teatro del Maggio Musicale Fiorentino e a Francesco Giambrone, sovrintendente del Teatro del Maggio Fiorentino:«Alla c.a.dott. Leonardo DomeniciSindaco di Firenze e Presidente del CdAFondazione Teatro del Maggio Musicale Fiorentinodott. Francesco GiambroneSovrintendente del Teatro del Maggio Musicale Fiorentinoe p.c.prof. Enzo CheliPresidente del Gabinetto Vieusseuxprof. Andrea Simonciniprof. Paolo Carettidott. Umberto Cecchiavv. Antonio Marottidott. Salvatore Nastasiprof. Mariella Zoppisig.ri membri del CdA della Fondazione Teatro del Maggio Musicale FiorentinoCaro Sindaco, caro Sovrintendente,è inutile dire quanto la scomparsa dell'amico Enzo Siciliano non solo abbia rattristato tutti noi per l'affetto e la stima che ci ha sovente legati a lui, ma si sia portata con sé anche un piccolo pezzo della recente storia culturale della nostra città. Sono infatti ancora nitidi i ricordi del periodo in cui egli ha diretto con successo, passione e senso di responsabilità il Gabinetto Vieusseux, in un frangente non facile per la vita economica di quell'istituto.La sua statura morale e civica non fu da meno della sua qualità di scrittore, romanziere, critico, tanto da indurlo ad accettare nel corso della sua vita anche le sfide difficili dell'impegno per la politica e le Istituzioni. Tra queste vorrei richiamare in particolare il breve e intenso periodo di presidenza della RAI, durante il quale riuscì ad imporre l'Otello in prima serata su Rai Uno, contro la volontà dei dirigenti dell'azienda ossessionati già allora dagli ascolti di massa, riaffermando con coraggio e intelligenza la missione culturale del servizio pubblico radiotelevisivo.Del resto la passione e la competenza di Enzo Siciliano per la musica ha fatto di lui anche un brillante critico ed un abile scopritore di talenti. La musica, come la letteratura, l'impegno civico, è stata per lui un'altra delle tante lenti con cui ha saputo leggere le contraddizioni e le potenzialità del secolo che abbiamo alle spalle, come dimostrano le pagine dei suoi tanti romanzi, racconti, articoli e saggi che ci ha lasciato.Per questo penso che Firenze possa oggi restituire a quest'uomo ciò che lui ha dato alla nostra città e alla cultura del Paese, rendendogli tributo della sua opera e della sua vita con un segno tangibile e di alto significato simbolico che possa ispirare numerosi altri progetti e iniziative.In considerazione di ciò Vi propongo di voler considerare l'idea di dedicare ad Enzo Siciliano la settantesima edizione del Festival del Maggio Musicale Fiorentino, che si terrà nel 2007 e costituirà senza dubbio una delle più significative tappe, non solo in campo musicale, che il Teatro e la città vivranno nei prossimi anni.Sono fiducioso che chi oggi è alla guida del Maggio Musicale Fiorentino, testimonianza vivente della grande tradizione musicale e culturale del Novecento, per l'interesse interdisciplinare che sa suscitare con le proprie proposte e per il prestigio internazionale di cui è portatore, non solo potrà cogliere il significato di tale proposta, ma, anche di concerto con il Gabinetto Vieusseux, saprà svilupparla ed arricchirla di contenuti di grande qualità.Con i miei migliori saluti,Dario NardellaFirenze, 13 giugno 2006»