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«Dobbiamo essere pronti a mettere in sicurezza il Forte Belvedere». Lo ha detto il consigliere Jacopo Cellai (AN-PdL).
«La struttura è sotto sequestro giudiziario dal luglio scorso - ha ricordato l'esponente del centrodestra - non sappiamo fino a quando l'area resterà sigillata ma il Comune deve essere pronto ad intervenire un minuto dopo che questo accadrà. Il progetto preparato per la messa in sicurezza del luogo dal servizio belle arti di Palazzo Vecchio, essenziale per la riapertura al pubblico, è stato depositato da tempo alla Soprintendenza ai beni monumentali di Palazzo Pitti, che non si è ancora espressa in merito, auspicando a mezzo stampa una conferenza dei servizi con il coinvolgimento della Prefettura e dei vigili del fuoco».
«Il progetto - ha aggiunto Cellai - prevede in sintesi di realizzare un corrimano in ferro lungo il perimetro dei bastioni, in modo da alzare la balaustra di circa 30 cm, di installare una rete nel punto in cui è avvenuta la tragedia dello scorso anno e di risistemare le mura in alcuni punti.
Nel piano degli investimenti che ci apprestiamo a votare nell'ambito del bilancio è previsto uno stanziamento per il Forte Belvedere di euro 400.000, finalizzato presumibilmente proprio alla messa in sicurezza dello stesso che il progetto redatto dal Comune stima in circa 500.000 euro. Soldi che in mancanza delle dovute autorizzazioni sarebbero inutilizzabili. E ad oggi queste autorizzazioni non ci sono.
Ci rendiamo conto di cosa accadrebbe se domani l'area fosse dissequestrata?»
«Invece di intervenire immediatamente come la città si aspetta - ha commentato il consigliere di AN - e come è doveroso fare dato lo straordinario valore del Forte Belvedere ci troveremmo ancora fermi a discutere di come metterlo in sicurezza a distanza di 9 mesi dalla sua chiusura. Dobbiamo essere pronti a intervenire un minuto dopo il dissequestro dell'area, che auspichiamo non tarderà troppo ad arrivare considerando il tempo trascorso dalla tragedia.
Ma il sequestro dell'area non può essere un alibi per nessuno per ritardare la definizione di un progetto di messa in sicurezza che è "conditio sine qua non" per la riapertura del Forte Belvedere.
Per una volta in 5 anni di consiglio comunale mi sento di fare un appello a nome di migliaia di fiorentini e non solo a titolo personale o di partito: Comune e soprintendenza si incontrino ufficialmente al più presto per confrontarsi sul progetto e condividere finalmente una soluzione che autorizzi gli interventi da eseguire non appena sarà possibile riprendere possesso dell'area». (fn)
«La struttura è sotto sequestro giudiziario dal luglio scorso - ha ricordato l'esponente del centrodestra - non sappiamo fino a quando l'area resterà sigillata ma il Comune deve essere pronto ad intervenire un minuto dopo che questo accadrà. Il progetto preparato per la messa in sicurezza del luogo dal servizio belle arti di Palazzo Vecchio, essenziale per la riapertura al pubblico, è stato depositato da tempo alla Soprintendenza ai beni monumentali di Palazzo Pitti, che non si è ancora espressa in merito, auspicando a mezzo stampa una conferenza dei servizi con il coinvolgimento della Prefettura e dei vigili del fuoco».
«Il progetto - ha aggiunto Cellai - prevede in sintesi di realizzare un corrimano in ferro lungo il perimetro dei bastioni, in modo da alzare la balaustra di circa 30 cm, di installare una rete nel punto in cui è avvenuta la tragedia dello scorso anno e di risistemare le mura in alcuni punti.
Nel piano degli investimenti che ci apprestiamo a votare nell'ambito del bilancio è previsto uno stanziamento per il Forte Belvedere di euro 400.000, finalizzato presumibilmente proprio alla messa in sicurezza dello stesso che il progetto redatto dal Comune stima in circa 500.000 euro. Soldi che in mancanza delle dovute autorizzazioni sarebbero inutilizzabili. E ad oggi queste autorizzazioni non ci sono.
Ci rendiamo conto di cosa accadrebbe se domani l'area fosse dissequestrata?»
«Invece di intervenire immediatamente come la città si aspetta - ha commentato il consigliere di AN - e come è doveroso fare dato lo straordinario valore del Forte Belvedere ci troveremmo ancora fermi a discutere di come metterlo in sicurezza a distanza di 9 mesi dalla sua chiusura. Dobbiamo essere pronti a intervenire un minuto dopo il dissequestro dell'area, che auspichiamo non tarderà troppo ad arrivare considerando il tempo trascorso dalla tragedia.
Ma il sequestro dell'area non può essere un alibi per nessuno per ritardare la definizione di un progetto di messa in sicurezza che è "conditio sine qua non" per la riapertura del Forte Belvedere.
Per una volta in 5 anni di consiglio comunale mi sento di fare un appello a nome di migliaia di fiorentini e non solo a titolo personale o di partito: Comune e soprintendenza si incontrino ufficialmente al più presto per confrontarsi sul progetto e condividere finalmente una soluzione che autorizzi gli interventi da eseguire non appena sarà possibile riprendere possesso dell'area». (fn)