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Via libera, da parte del consiglio comunale, alla la mozione dei consiglieri del gruppo de La Sinistra che riguarda «l'approvazione di una legge sul testamento biologico in sede parlamentare».
Al testo sono stati aggiunti alcuni emendamenti, fatti propri dai proponenti.
«Da Firenze - hanno sottolineato Luca Pettini, Daniele Baruzzi, Mbaye Diaw, Gregorio Malavolti, Leonardo Pieri e Anna Soldani - arriva una richiesta forte al Parlamento che garantisca la non intrusione dello Stato nelle libere scelte di ogni cittadino. Compresa quella di non essere sottoposto ad accanimento terapeutico contro la propria volontà. E' questo ciò che distingue uno Stato laico da uno confessionale». (fn)
Questo il testo della risoluzione:
RISOLUZIONE
Proponenti: Pettini, Baruzzi, Diaw, Malavolti, Pieri. Soldani
Oggetto: "In merito all'approvazione di una legge sul testamento biologico in sede parlamentare."
Il Consiglio Comunale di Firenze
premesso che la vicenda recente di Eluana Englaro, ed in particolare la richiesta del padre, in qualità di tutore, di procedere all'interruzione del trattamento di sostegno vitale artificiale della figlia, ha riaperto nell'opinione pubblica un accesso dibattito sulla necessità di una legge nazionale sul "testamento biologico";
premesso che tale tematica è stata affrontata nella mozione n.606-06 'testamento biologico' votata nella seduta del consiglio comunale del 2 aprile 2007, nella quale si esprimeva il proprio sostegno alle sollecitazioni di quanti si battono per la dignità della persona in tutto l'arco della vita ed in particolare di fronte alla morte.
premesso che la Corte d'appello di Milano, con sentenza dell'ottobre del 2008, ha autorizzato la richiesta del signor Englaro motivandola con l'esigenza di rispettare il modo di Eluana "di sentire e concepire la vita e la morte, del proprio modo di immaginare come sarebbe stata, anche e in primo luogo per lei stessa, la soluzione migliore", ritenendo tale interesse "prevalente su una necessità di tutela della vita biologica in sé e per sé considerata";
premesso che il rispetto della persona umana e della sua volontà individuale, che porta con sé la non coercibilità del trattamento sanitario se non per disposizione di legge, è un principio affermato dall'art.32 della Carta costituzionale nonché dalla Convenzione europea di Oviedo, la quale impone ai medici il rispetto della volontà del malato;
premesso che la tematica in esame risulta particolarmente delicata, in quanto tenuta a confrontarsi con le convinzioni personali e religiose degli individui in rapporto allo stato attuale del progresso tecnologico, in grado di strappare il paziente alla morte consegnandolo ad uno stato artificiale, una "condizione di vegetante, creata come esito non voluto delle metodiche di rianimazione e di terapie intensive", così come recentemente affermato da Umberto Veronesi;
considerato che il disegno di legge sul "testamento biologico" della maggioranza di centro-destra, attualmente all'esame del Parlamento nazionale, intende imporre alla generalità dei cittadini principi di tipo religioso, pur degni del massimo rispetto quali scelte personali ma atti a violare i diritti fondamentali dei cittadini, laici o credenti che essi siano;
considerata la necessità del rispetto delle diversità di opinioni culturali e delle convinzioni religiose dei singoli, principio base di uno Stato laico e democratico, nel quale la soggettività di ognuno deve trovare il suo spazio costituzionalmente tutelato;
esprime la propria solidarietà
alla famiglia Englaro per la dolorosa conclusione di un lungo e difficile cammino da loro intrapreso con grande umanità e consapevolezza del valore della vita e della dignità della persona;
invita la Giunta
a manifestare con determinazione nei confronti del Governo nazionale la necessità di una legge sul "testamento biologico" che dia priorità assoluta alle scelte del singolo individuo, lasciato libero di fornire direttive anticipate nei casi di perdita di coscienza scientificamente definibile come permanente potendo rinunciarvi solo nei casi suddetti a interventi terapeutici forzati e invasivi, tra i quali andranno incluse l'idratazione e l'alimentazione;
ad operare in modo che i servizi sociosanitari siano sempre in grado di garantire ai cittadini il rispetto dei loro diritti e delle loro volontà, verificando se eventuali forme di "obiezione di coscienza" da parte del personale sanitario siano con quest'ultime compatibili.
Al testo sono stati aggiunti alcuni emendamenti, fatti propri dai proponenti.
«Da Firenze - hanno sottolineato Luca Pettini, Daniele Baruzzi, Mbaye Diaw, Gregorio Malavolti, Leonardo Pieri e Anna Soldani - arriva una richiesta forte al Parlamento che garantisca la non intrusione dello Stato nelle libere scelte di ogni cittadino. Compresa quella di non essere sottoposto ad accanimento terapeutico contro la propria volontà. E' questo ciò che distingue uno Stato laico da uno confessionale». (fn)
Questo il testo della risoluzione:
RISOLUZIONE
Proponenti: Pettini, Baruzzi, Diaw, Malavolti, Pieri. Soldani
Oggetto: "In merito all'approvazione di una legge sul testamento biologico in sede parlamentare."
Il Consiglio Comunale di Firenze
premesso che la vicenda recente di Eluana Englaro, ed in particolare la richiesta del padre, in qualità di tutore, di procedere all'interruzione del trattamento di sostegno vitale artificiale della figlia, ha riaperto nell'opinione pubblica un accesso dibattito sulla necessità di una legge nazionale sul "testamento biologico";
premesso che tale tematica è stata affrontata nella mozione n.606-06 'testamento biologico' votata nella seduta del consiglio comunale del 2 aprile 2007, nella quale si esprimeva il proprio sostegno alle sollecitazioni di quanti si battono per la dignità della persona in tutto l'arco della vita ed in particolare di fronte alla morte.
premesso che la Corte d'appello di Milano, con sentenza dell'ottobre del 2008, ha autorizzato la richiesta del signor Englaro motivandola con l'esigenza di rispettare il modo di Eluana "di sentire e concepire la vita e la morte, del proprio modo di immaginare come sarebbe stata, anche e in primo luogo per lei stessa, la soluzione migliore", ritenendo tale interesse "prevalente su una necessità di tutela della vita biologica in sé e per sé considerata";
premesso che il rispetto della persona umana e della sua volontà individuale, che porta con sé la non coercibilità del trattamento sanitario se non per disposizione di legge, è un principio affermato dall'art.32 della Carta costituzionale nonché dalla Convenzione europea di Oviedo, la quale impone ai medici il rispetto della volontà del malato;
premesso che la tematica in esame risulta particolarmente delicata, in quanto tenuta a confrontarsi con le convinzioni personali e religiose degli individui in rapporto allo stato attuale del progresso tecnologico, in grado di strappare il paziente alla morte consegnandolo ad uno stato artificiale, una "condizione di vegetante, creata come esito non voluto delle metodiche di rianimazione e di terapie intensive", così come recentemente affermato da Umberto Veronesi;
considerato che il disegno di legge sul "testamento biologico" della maggioranza di centro-destra, attualmente all'esame del Parlamento nazionale, intende imporre alla generalità dei cittadini principi di tipo religioso, pur degni del massimo rispetto quali scelte personali ma atti a violare i diritti fondamentali dei cittadini, laici o credenti che essi siano;
considerata la necessità del rispetto delle diversità di opinioni culturali e delle convinzioni religiose dei singoli, principio base di uno Stato laico e democratico, nel quale la soggettività di ognuno deve trovare il suo spazio costituzionalmente tutelato;
esprime la propria solidarietà
alla famiglia Englaro per la dolorosa conclusione di un lungo e difficile cammino da loro intrapreso con grande umanità e consapevolezza del valore della vita e della dignità della persona;
invita la Giunta
a manifestare con determinazione nei confronti del Governo nazionale la necessità di una legge sul "testamento biologico" che dia priorità assoluta alle scelte del singolo individuo, lasciato libero di fornire direttive anticipate nei casi di perdita di coscienza scientificamente definibile come permanente potendo rinunciarvi solo nei casi suddetti a interventi terapeutici forzati e invasivi, tra i quali andranno incluse l'idratazione e l'alimentazione;
ad operare in modo che i servizi sociosanitari siano sempre in grado di garantire ai cittadini il rispetto dei loro diritti e delle loro volontà, verificando se eventuali forme di "obiezione di coscienza" da parte del personale sanitario siano con quest'ultime compatibili.