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Questo il testo dell'intervento di Ornella De Zordo, capogruppo di Unaltracittà/Unaltromondo:
«Le nuove norme previste dal Governo Berlusconi in materia di limitazione del diritto di sciopero, sono un ulteriore passo verso il tentativo di limitare le libertà sindacali, i diritti dei lavoratori e i valori sanciti della Costituzione. Ancor più grave perché ciò accade in una fase in cui la crisi economica avanza e centinaia di migliaia di lavoratori precari e non stanno perdendo il posto di lavoro e sono privi di protezioni sociali.
In questo contesto il Governo, mentre da un lato regala milioni di euro a banche e aziende dall'altro si muove per scardinare l'esercizio di un diritto fondamentale: lo sciopero, l'unico strumento in possesso dei lavoratori per far sentire la propria voce a difesa dei loro diritti.
La legge delega approvata fra l'altro snatura il concetto stesso dello sciopero così come previsto costituzionalmente "un diritto individuale che si esercita collettivamente" e ne affida la gestionalità solo a quei sindacati che rappresentino oltre il 50% dei lavoratori, il che è paradossale considerato il tasso di sindacalizzazione in molte aziende, introducendo inoltre lo strumento referendario preventivo che serve unicamente per ritardare e snaturare l'azione di sciopero, per altro già oggi estremamente complessa visti i limiti imposti dalla Commissione di Garanzia.
Oggi si parte dal settore trasporti, ma è chiara l'intenzione del Governo di andare a colpire il diritto in tutti i servizi pubblici, intanto Confindustria chiede l'estensione delle limitazioni anche ad altri settori. Mentre di fronte a questo duro attacco ancora una volta il Partito democratico balbetta».
(fn)
«Le nuove norme previste dal Governo Berlusconi in materia di limitazione del diritto di sciopero, sono un ulteriore passo verso il tentativo di limitare le libertà sindacali, i diritti dei lavoratori e i valori sanciti della Costituzione. Ancor più grave perché ciò accade in una fase in cui la crisi economica avanza e centinaia di migliaia di lavoratori precari e non stanno perdendo il posto di lavoro e sono privi di protezioni sociali.
In questo contesto il Governo, mentre da un lato regala milioni di euro a banche e aziende dall'altro si muove per scardinare l'esercizio di un diritto fondamentale: lo sciopero, l'unico strumento in possesso dei lavoratori per far sentire la propria voce a difesa dei loro diritti.
La legge delega approvata fra l'altro snatura il concetto stesso dello sciopero così come previsto costituzionalmente "un diritto individuale che si esercita collettivamente" e ne affida la gestionalità solo a quei sindacati che rappresentino oltre il 50% dei lavoratori, il che è paradossale considerato il tasso di sindacalizzazione in molte aziende, introducendo inoltre lo strumento referendario preventivo che serve unicamente per ritardare e snaturare l'azione di sciopero, per altro già oggi estremamente complessa visti i limiti imposti dalla Commissione di Garanzia.
Oggi si parte dal settore trasporti, ma è chiara l'intenzione del Governo di andare a colpire il diritto in tutti i servizi pubblici, intanto Confindustria chiede l'estensione delle limitazioni anche ad altri settori. Mentre di fronte a questo duro attacco ancora una volta il Partito democratico balbetta».
(fn)