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«Ogni fiorentino nasce con un debito di 3333 euro. E, come se non bastasse, Palazzo Vecchio ha 'scommesso' 270 milioni di euro sugli 'swap', i contratti derivati ad alto rischio». E' quanto denunciano i consiglieri Marco Stella (FI-PdL) e Stefano Alessandri (AN-PdL).
«Al 1 gennaio di quest'anno - spiegano i due esponenti del centrodestra - l'indebitamento del Comune ammontava a quasi 483 milioni euro. Ricordiamo che la legge fissa criteri precisi per il ricorso all'indebitamento che non è consentito per la spesa corrente. Senza dimenticare il passivo accumulato in questi anni dalle società partecipate, pari a oltre 736 milioni euro che, sommato al precedente, fa schizzare il deficit a oltre un miliardo e 219 milioni di euro. Un fardello pesante che condizionerà per molti anni le scelte dei futuri amministratori».
«Ma c'è un altro problema gravissimo, quello degli swap - sottolineano Stella e Alessandri - ovvero di strumenti finanziari molto sofisticati al quale possono avere accesso gli enti locali per finanziarsi. Lo swap è una di scommessa a lungo termine sui tassi di interesse: un imprevisto innalzamento di questi ultimi rischia di mettere nei guai l'ente pubblico costringendolo a pagamenti molto onerosi».
«Il 29 ottobre del 2007, in consiglio comunale - hanno ricordato i due consiglieri - l'assessore al bilancio Tea Albini, rispondendo in aula ad una interpellanza di Alleanza Nazionale, diceva, tra l'altro: 'noi non abbiamo fatto alcun che relativamente agli swap' e 'da parte dell'amministrazione non c'è assolutamente nessuna intenzione di fare operazioni di swap o emettere bond'. Alla fine dello scorso gennaio le cose erano però cambiate: sempre in risposta ad un'interrogazione, questa volta l'assessore Albini ammetteva che 'il Comune di Firenze ha in essere n. 13 contratti in derivati (12 Interest Rate Swap e 1 Cross Currency Swap per un ammontare complessivo al 31dicembre 2008 di 270milioni 169mila078 euro'».
«L'amministrazione ha dunque cambiato linea - hanno commentato Stella e Alessandri - ci domandiamo quali siano stati i vantaggi di tale sottoscrizione. Siamo però preoccupati visto tutto quello che è successo anche in altri Comuni: in molti casi la sottoscrizione di swap ha portato a veri dissesti finanziari. Quanto valgono oggi questi contratti, qual è la loro provenienza? L'amministrazione ha perso soldi? Quali sono i titoli sui quali sono stati contratti gli swap? Ci sono troppi interrogativi aperti sui aspettiamo una risposta: chi ha la responsabilità di gestire soldi pubblici ha il dovere di fare investimenti oculati che non producano perdite per la collettività».
«Addirittura - hanno concluso - l'assessore Albini ha praticamente 'secretato' quella parte che riguarda l'eventuale perdita o guadagno relativa agli swap. La conosciamo noi perché abbiamo fatto l'interrogazione ma non la possono conoscere i cittadini. Incredibile: Firenze non ha il diritto di sapere come vengono spesi i soldi dei contribuenti. E' l'ennesima conferma che questo centrosinistra gestisce la città senza produrre alcun beneficio per la collettività e scarica le proprie incapacità sui fiorentini, coprendoli di debiti». (fn)
«Al 1 gennaio di quest'anno - spiegano i due esponenti del centrodestra - l'indebitamento del Comune ammontava a quasi 483 milioni euro. Ricordiamo che la legge fissa criteri precisi per il ricorso all'indebitamento che non è consentito per la spesa corrente. Senza dimenticare il passivo accumulato in questi anni dalle società partecipate, pari a oltre 736 milioni euro che, sommato al precedente, fa schizzare il deficit a oltre un miliardo e 219 milioni di euro. Un fardello pesante che condizionerà per molti anni le scelte dei futuri amministratori».
«Ma c'è un altro problema gravissimo, quello degli swap - sottolineano Stella e Alessandri - ovvero di strumenti finanziari molto sofisticati al quale possono avere accesso gli enti locali per finanziarsi. Lo swap è una di scommessa a lungo termine sui tassi di interesse: un imprevisto innalzamento di questi ultimi rischia di mettere nei guai l'ente pubblico costringendolo a pagamenti molto onerosi».
«Il 29 ottobre del 2007, in consiglio comunale - hanno ricordato i due consiglieri - l'assessore al bilancio Tea Albini, rispondendo in aula ad una interpellanza di Alleanza Nazionale, diceva, tra l'altro: 'noi non abbiamo fatto alcun che relativamente agli swap' e 'da parte dell'amministrazione non c'è assolutamente nessuna intenzione di fare operazioni di swap o emettere bond'. Alla fine dello scorso gennaio le cose erano però cambiate: sempre in risposta ad un'interrogazione, questa volta l'assessore Albini ammetteva che 'il Comune di Firenze ha in essere n. 13 contratti in derivati (12 Interest Rate Swap e 1 Cross Currency Swap per un ammontare complessivo al 31dicembre 2008 di 270milioni 169mila078 euro'».
«L'amministrazione ha dunque cambiato linea - hanno commentato Stella e Alessandri - ci domandiamo quali siano stati i vantaggi di tale sottoscrizione. Siamo però preoccupati visto tutto quello che è successo anche in altri Comuni: in molti casi la sottoscrizione di swap ha portato a veri dissesti finanziari. Quanto valgono oggi questi contratti, qual è la loro provenienza? L'amministrazione ha perso soldi? Quali sono i titoli sui quali sono stati contratti gli swap? Ci sono troppi interrogativi aperti sui aspettiamo una risposta: chi ha la responsabilità di gestire soldi pubblici ha il dovere di fare investimenti oculati che non producano perdite per la collettività».
«Addirittura - hanno concluso - l'assessore Albini ha praticamente 'secretato' quella parte che riguarda l'eventuale perdita o guadagno relativa agli swap. La conosciamo noi perché abbiamo fatto l'interrogazione ma non la possono conoscere i cittadini. Incredibile: Firenze non ha il diritto di sapere come vengono spesi i soldi dei contribuenti. E' l'ennesima conferma che questo centrosinistra gestisce la città senza produrre alcun beneficio per la collettività e scarica le proprie incapacità sui fiorentini, coprendoli di debiti». (fn)