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Questo il testo dell'intervento di Ornella De Zordo, capogruppo di Unaltracittà/Unaltromondo:
«Partecipo alla protesta che oggi in Consiglio vuole attirare l'attenzione sulla norma che prevede lo sbarramento del 4% alle elezioni europee. Unaltracittà è un'esperienza territoriale, in opposizione al Pd e alla sua coalizione, e non è quindi direttamente interessata dalla norma. Ma ci sentiamo profondamente coinvolti perché tale sbarramento, introdotto in relazione a elezioni in cui non si può neppure invocare la stabilità di governo, riflette pericolosamente una concezione egemonica della politica propria di PD e PdL che toglie spazi democratici alle voci diverse.
Abbiamo un'altra idea della politica, e vogliamo dare un segnale contro l'arroganza e la deriva politica di un PD che da un lato chiede, anzi pretende, i voti degli alleati, dall'altra fa accordi con Berlusconi (in realtà sempre più frequenti su tanti argomenti) per sopprimere ogni voce dissenziente a sinistra.
Ci chiediamo anzi se c'era bisogno della questione dello sbarramento per accorgersene. Quando mai, in questi 5 anni a Firenze il PD ha modificato le proprie priorità e le proprie politiche prestando ascolto ad altre voci della sua maggioranza? Gli alleati dovrebbero prendere atto della vocazione non maggioritaria ma egemonica del PD, e aprire gli occhi sulle politiche fallimentari che, con questa vocazione, vuole portare avanti, ed evitare di farsene complici».
(fn)
«Partecipo alla protesta che oggi in Consiglio vuole attirare l'attenzione sulla norma che prevede lo sbarramento del 4% alle elezioni europee. Unaltracittà è un'esperienza territoriale, in opposizione al Pd e alla sua coalizione, e non è quindi direttamente interessata dalla norma. Ma ci sentiamo profondamente coinvolti perché tale sbarramento, introdotto in relazione a elezioni in cui non si può neppure invocare la stabilità di governo, riflette pericolosamente una concezione egemonica della politica propria di PD e PdL che toglie spazi democratici alle voci diverse.
Abbiamo un'altra idea della politica, e vogliamo dare un segnale contro l'arroganza e la deriva politica di un PD che da un lato chiede, anzi pretende, i voti degli alleati, dall'altra fa accordi con Berlusconi (in realtà sempre più frequenti su tanti argomenti) per sopprimere ogni voce dissenziente a sinistra.
Ci chiediamo anzi se c'era bisogno della questione dello sbarramento per accorgersene. Quando mai, in questi 5 anni a Firenze il PD ha modificato le proprie priorità e le proprie politiche prestando ascolto ad altre voci della sua maggioranza? Gli alleati dovrebbero prendere atto della vocazione non maggioritaria ma egemonica del PD, e aprire gli occhi sulle politiche fallimentari che, con questa vocazione, vuole portare avanti, ed evitare di farsene complici».
(fn)