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«In via dell'Anguillara stiamo assistendo all'ennesimo capitolo del fallimento di questa amministrazione nella guida pubblica dei processi di trasformazione urbana». E' quanto sostiene Ornella De Zordo, capogruppo di Unaltracittà/Unaltromondo.
«Il governo della città, negli anni scorsi - sottolinea l'esponente dell'opposizione - ha assistito indifferente all'espulsione degli inquilini da parte di una immobiliare romana dai chiari intenti speculativi. Nonostante le denunce del Movimento di lotta per la casa e dell'Unione Inquilini, non ha ritenuto di intervenire né qui né altrove, consegnando alla speculazione intere parti di città. Ora scopriamo, solo per l'intervento della magistratura, che la proprietà dell'immobile, storico e vincolato, ha operato al di fuori di ogni criterio conservativo, senza il benché minimo controllo da parte del Comune, che ben altra solerzia ha invece mostrato contro chi pulisce un vetro al semaforo, mendica uno spicciolo o suona una chitarra per strada».
«Così - ha concluso Ornella De Zordo - ora abbiamo un edificio svuotato dai suoi abitanti, un pezzetto di città perduto, un palazzo storico stravolto. Un sindaco e un (ex) assessore all'urbanistica che giurano di aver fatto tutto il possibile per il bene pubblico: chissà a quale pubblico si riferiscono. Noi intanto eravamo e saremo a fianco di coloro che affermano il diritto all'esistenza di una città non espropriata alla residenza originaria». (fn)
«Il governo della città, negli anni scorsi - sottolinea l'esponente dell'opposizione - ha assistito indifferente all'espulsione degli inquilini da parte di una immobiliare romana dai chiari intenti speculativi. Nonostante le denunce del Movimento di lotta per la casa e dell'Unione Inquilini, non ha ritenuto di intervenire né qui né altrove, consegnando alla speculazione intere parti di città. Ora scopriamo, solo per l'intervento della magistratura, che la proprietà dell'immobile, storico e vincolato, ha operato al di fuori di ogni criterio conservativo, senza il benché minimo controllo da parte del Comune, che ben altra solerzia ha invece mostrato contro chi pulisce un vetro al semaforo, mendica uno spicciolo o suona una chitarra per strada».
«Così - ha concluso Ornella De Zordo - ora abbiamo un edificio svuotato dai suoi abitanti, un pezzetto di città perduto, un palazzo storico stravolto. Un sindaco e un (ex) assessore all'urbanistica che giurano di aver fatto tutto il possibile per il bene pubblico: chissà a quale pubblico si riferiscono. Noi intanto eravamo e saremo a fianco di coloro che affermano il diritto all'esistenza di una città non espropriata alla residenza originaria». (fn)