Caffaz (PD): Dal centrodestra nuovo tentativo di revisionismo storico ai danni della Resistenza

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«Dal governo di centro-destra è partito l'ennesimo tentativo di revisionismo storico sulla Resistenza. Alla commissione difesa della Camera dei Deputati, infatti, è attualmente in discussione il disegno di legge nu 1360 che cerca di equiparare partigiani, militari italiani e deportati ai repubblichini di Salò, attraverso l'istituzione di un Ordine del Tricolore, con tanto di vitalizio riconosciuto sia ai combattenti per la Resistenza che a quelli della Rsi». Lo ha detto Ugo Caffaz, consigliere del Partito Democratico, denunciando «il nuovo tentativo del centrodestra di cancellare un pezzo di storia italiana e una parte dei valori su cui si fonda la nostra Repubblica, ricordando come un analogo tentativo fosse già stato respinto nel 2005».
«Firenze e tutto il paese - ricorda Caffaz - avevano già risposto no a un analogo e vergognoso tentativo all'inizio del 2005, quando un disegno di legge di AN aveva cercato di equiparare partigiani e repubblichini. Allora furono raccolte più di 7 mila firme, poi consegnate all'allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, e il consiglio comunale aveva approvato una ferma risoluzione di condanna. Evidentemente il centro-destra ha la memoria corta e tenta di riproporci l'improponibile, dimostrando di non aver capito che la memoria è un valore a cui gli italiani non vogliono rinunciare. Quello che più mi sconcerta, però, è che fra i firmatari del documento risultino presenti anche tre deputati eletti nelle file del Partito Democratico».
«Il disegno di legge 1360 - conclude ha concluso il consigliere del PD - sostiene "la pari dignità di una partecipazione al conflitto di molti combattenti, giovani e meno giovani, cresciuti nella temperie culturale guerriera e imperiale del ventennio, che ritennero onorevole la scelta a difesa del regime ferito e languente", recando una grave offesa alla nostra storia, a chi è morto per la nostra libertà e a quei soldati che, dopo l'8 settembre, furono massacrati dai fascisti. Siamo convinti che il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, eserciterà tutti i suoi poteri per non promulgare una legge che rappresenterebbe una vergogna per il nostro Paese e auspico che anche il Presidente della Camera, Gianfranco Fini, rifletta sulle conseguenze che un tale atto avrebbe sul processo da lui stesso avviato di rottura con il passato regime fascista e che gli ha consentito di presentarsi al mondo come rappresentante di una forza democratica». (fn)