“Insieme al mio gruppo di scout del ‘Firenze XXI’ lavorammo in circa 50 ragazzi per quasi tre mesi alla Biblioteca Nazionale, per recuperare i volumi sotterrati nel fango. La città fu unita come non mai. Non c’era destra né sinistra: c’erano soltanto i fiorentini. Così, in poco tempo, una città che sembrava morta riprese la vita quotidiana a cui eravamo tutti abituati.
Fortunatamente Erasmo D’Angelis, Mario Primicerio e Gaia Checcucci non hanno citato come causa di esondazione, o meglio alluvione come si chiamava all’epoca, le strutture della Rari Nantes che il presidente della Provincia Barducci voleva abbattere il 15 settembre scorso; grazie ad un accordo col Comune questo evento demenziale è stato quantomeno rimandato. Ma non è sufficiente: è adesso compito dell’assessore Saccardi cancellare la probabilità che ciò avvenga anche in futuro.
A livello più generale, la mia preoccupazione è di capire come sia possibile che, dal 2005 in cui sono state finanziate, le casse di espansione di Figline non siano ancora diventate una realtà. Di chi è la responsabilità politica di questo disastro? Della Provincia? Del Comune? Della Regione? Del Governo? I fiorentini vorrebbero avere una risposta dai vari attori di questa tragica commedia. Firenze, la Toscana e l’Italia tutta non hanno più bisogno di questi commedianti”.
(fdr)