Bilanci comunali e aumento addizionale Irpef, interviene Rifondazione

Questo il testo dell'intervento della capogruppo di Rifondazione Comunista Anna Nocentini, del consiglieri Leonardo Pieri, del segretario provinciale Massimo De Santis, del consigliere regionale Carlo Bartoloni, del consigliere provinciale Andrea Calò e del responsabile enti locali del Prc Marco Ronchi:«La valutazione del partito della Rifondazione Comunista – SE in merito all'ipotesi di aumento dell'addizionale Irpef in alcuni Comuni della provincia si basa su alcuni punti fermi e condivisi.Riteniamo che il principio base che deve emergere dai bilanci comunali debba essere lo stesso che ha caratterizzato il documento finanziario nazionale, ossia, la redistribuzione dei redditi e l'equità sociale. La finanza locale, non deve gravare su quei soggetti beneficiati dalla finanziaria, proprio per non rendere vani i buoni propositi in essa contenuti: è una linea di continuità politica, dal nazionale al locale che deve essere concretamente riaffermata. Per questo, laddove venga aumentata l'addizionale Irpef, è necessario procedere a una forte politica delle detrazioni e predisporre un progetto di finanza pubblica avanzata che apra un percorso nel quale vi sia una reale analisi della capacità reddituale, patrimoniale ed economica dei cittadini affinché la leva fiscale non calchi la mano sui meno abbienti, costruendo una no tax area.La caratteristica dell'addizionale Irpef, inoltre, è quella di essere proporzionale e non progressiva: l'impegno che noi chiediamo alle amministrazioni locali è quello di costruire le condizioni perché tutti e due questi principi costituzionali siano rispettati.Sarebbe auspicabile, inoltre, che nei bilanci comunali si iniziasse a prevedere fondi per la costruzione di percorsi reali di partecipazione. Rimane sempre ferma la nostra contrarietà a forme di esternalizzazioni di servizi, ma anzi, nelle forme ritenute più opportune, pensare ad una inversione di tendenza reinternalizzando servizi: il livello attuale di discussione sulla proposta di decreto Lanzillotta attribuisce rinnovata responsabilità agli enti locali nella scelta della forma di gestione dei servizi; il nostro impegno, nazionale e locale, va nella direzione di individuare nuove forme di pubblico, come previsto nella proposta di legge sulla ripubblicizzazione dell'acqua.E' necessario, sul tema dell'erogazione dei servizi che, quanto meno, permanga lo standard attuale. Non è quindi la collocazione dei nostri rappresentanti nelle istituzioni che modifica la lettura dei bisogni dei cittadini e delle risposte che le singole amministrazioni propongono nei bilanci, ma piuttosto la verifica di quanto si proceda sui canali e verso gli obiettivi da noi indicati. In questo quadro l'aumento dell'addizionale Irpef non è per noi motivo di automatica valutazione negativa: la fiscalità come base per l'erogazione di dei servizi è la garanzia dello stato sociale. Nella complessità dell'azione di bilancio, infine, sarà valutato caso per caso il voto dei nostri consiglieri».(fn)