Premio Firenze, AN: «Le polemiche sollevate sono un insulto alla cultura»
Questo il testo dell'intervento dei componenti del gruppo consiliare di Alleanza Nazionale, del gruppo in consiglio provinciale e del coordinamento provinciale di Firenze:«Esprimiamo alla città tutto il nostro rammarico per la squallida e miserevole polemica messa in atto dall'Anpi e dalla sinistra cittadina in relazione alla premiazione di Ciabattini nell'ambito del premio Firenze promosso dal centro culturale Firenze Europa Mario Conti. Un'occasione per la città che qualcuno tenta di sfruttare per dividere i cittadini, gettando nel ridicolo l'immagine di Firenze. L'unica città d'Italia che con tutti i problemi seri che ha, si trova a intervenire sui contenuti di un riconoscimento di fama internazionale. Censurare la cultura sotto le false spoglie di una presunta tutela della coscienza democratica ed antifascista di Firenze non significa altro che negare di fatto quei valori di libertà, di confronto e di pluralismo ai quali qualunque città deve fare riferimento.La migliore risposta a queste strumentalizzazioni da regime viene da quel mondo intellettuale e istituzionale, certamente non afferente alla destra che ha liquidato queste sterili polemiche come faziose,pretestuose,ingiustificate.Uomini liberi come Lagorio, Bagnoli, Cariglia, Cardini non hanno esitato a difendere l'integrità e il valore di un premio letterario quale è da più di vent'anni il premio Firenze, che non ha mai seguito logiche politiche benché meno di partito e che non giudica le persone per quello che sono o sono state, ma per i lavori con i quali concorrono a partecipare. Perché questa è la cultura, quella vera.Se poi si preferisce la cultura controllata, come si evince dall'ordinanza del Sindaco che dispone il controllo preventivo sulle manifestazioni da patrocinare e si crede che la parola antifascismo sia sinonimo di stalinismo per cui c'è chi può essere presente all'interno di un'istituzione e chi no, come un ex combattente della RSI, c'è chi può parlare e chi no, come Pansa, c'è chi può essere libero di valutare un'opera e chi no, come il Centro culturale Firenze Europa, significa che non si è sufficientemente approfondito il significato dei termini democrazia e libertà. Questa è la verità.Ma ciò che ovunque sarebbe assurdo rischia di apparire quasi normale in una città che vanta, a quasi 20 anni dalla sua morte, "via dell'Unione Sovietica". Da parte nostra esprimiamo la nostra più completa e sincera solidarietà al Centro Culturale Firenze Europa, come a tutte quelle organizzazioni culturali che forti del valore culturale e della preparazione storico-letteraria degli uomini e delle donne che li animano non hanno difficoltà a smarcarsi da meschini,grezzi e melliflui insulti alla cultura».(fn)