Immigrazione, l'assessore Cioni risponde al consigliere Amato: "Un problema vero che però va trattato senza pregiudizi e demagogia"
"Questo dibattito è importante perché solleva dei problemi veri. Se lo inquadriamo in un contesto e lo affrontiamo dalla parte di chi vuol vedere la realtà senza pregiudizi e veli sugli occhi, allora riusciamo anche a dare delle risposte giuste". Lo ha detto l'assessore alla sicurezza e vivibilità urbana Graziano Cioni in consiglio comunale, rispondendo alla domanda di attualità del consigliere Paolo Amato, che chiede un consiglio comunale aperto alla cittadinanza sul problema del degrado"Purtroppo ha aggiunto l'assessore Cioni da questo consiglio comunale partì, circa un anno fa, un comunicato di Paolo Amato che recitava Di questo passo la Firenze di Domenici rischia di assomigliare sempre più alla Chicago di Al Capone'. Il riferimento era al delitto di Novoli, quando un signore, che poi fu riscontrato era malato di mente, uccise un cittadino di Firenze. E' del tutto evidente come l'affermazione di Amato fu inopportuna, quanto sbagliata. E anche quando c'è stato il delitto al Penny Market si parlò subito di extracomunitari e poi si scoprì che non c'entravano assolutamente nulla".Secondo l'assessore Cioni la comunità fiorentina sta attraversando un processo di trasformazione rapido. E ricorda alcuni dati: l'8.9% di immigrati residenti pari a 32.528 cittadini, 33 università americane con 12.000 presenze l'anno (circa 5.000 permanenti), il 10% di studenti sul totale è di origine extracomunitaria, 1361 imprese con titolari extracomunitari. E allora l'assessore Cioni si chiede: "Siamo convinti che questi numeri rappresentano una ricchezza per la città? Io dico sì. Intanto perché quando si incontrano più culture, in una società multietnica è una ricchezza per tutti. Non so poi che fine farebbero tanto nostre famiglie di anziani soli, senza l'apporto e il sostegno di extracomunitari, per l'assistenza. Poi l'edilizia. In pochi anni in questo settore in provincia i lavoratori sono passati dal 5 al 35%, a Firenze addirittura il 50%. Non a caso a fronte di una media del 9.7% di disoccupati, a Firenze siamo al 4.8%". Dunque benefici, ma anche criticità. L'assessore Cioni non si nasconde: "Ci sono delle vere e proprie inciviltà. E dove sta l'errore? A pensare che queste inciviltà coinvolgano le intere comunità. Oggi si parla di peruviani. Ma la comunità peruviana ha 15.000 persone in Toscana, 5.000 in provincia di Firenze, 3.800 in città. E quasi tutti, dati alla mano, lavorano. E qui bisogna trovare e colpire le minoranze che non rispettano le regole. La sola linea repressiva però non solo è insufficiente, ma se indirizzata male, è anche sbagliata". In tal senso l'assessore Cioni individua le linee d'intervento: "In primo luogo, il coinvolgimento delle comunità. Perché c'è un problema di rapporto. E la necessità di ritrovo all'interno della comunità, che io ritengo un fatto importante e voglio sostenere. Certo, non voglio sostenere chi utilizza i cassonetti come gabinetti pubblici, chi si spoglia in piazza, chi non tratta la nostra città come deve essere trattata. Questi comportamenti vanno duramente contrastati e il primo modo per contrastarli è investire le comunità che isolino queste persone. Perché il primo danno lo fanno alle comunità stesse. Quindi alzare il livello del contrasto, con l'azione di Polizia municipale e Forze dell'Ordine, contro quelle che definiamo inciviltà, ma sapere che non vogliamo arrivare alla deriva francese, perché sarebbe un errore dal punto di vista sostanziale e anche di ingiustizia che andremo a creare. Ancora non siamo sufficienti nel contrasto. Credo che il livello vada alzato, ma facendo appello al sistema città', senza fare demagogia. E mi riferisco alle Forze dell'Ordine, alla Polizia municipale, ma anche alle case del Popolo, ai circoli, alle parrocchie, alle associazioni di volontariato".L'assessore Cioni però avverte: "Non superare il confine. E' facile farsi trasportare da ciò che le viscere ci dicono prima che si metta in moto il cervello. Quando trovo chi protesta perché si riduce una piazza in malo modo, io sono perfettamente d'accordo e mi attivo per trovare il modo per impedirlo. Ma quando sento affermazioni dei cittadini o leggo quanto riportato dai giornali, che il problema è il barbone o il nero o il diverso, allora non ci sto. Perché si è superato un confine al di là del quale, questa posizione io non solo non la condivido, ma la combatto"."Attenzione poi ha concluso l'assessore Cioni a trattare casi diversi allo stesso modo. Un fatto sono gli episodi di degrado e un fatto è l'omicidio di piazza Vittorio Veneto. A tal proposito vorrei ricordare come gli omicidi avvenuti a Firenze negli ultimi tre anni, derivano da circostanze e non attengono alla criminalità organizzata".(fd)