Tariffe Ataf, Nocentini (Prc): "Non ci sentiamo rassicurati dall'aumento del costo dei biglietti"
"Non ci siamo sentiti per nulla rassicurati dalla notizia che i biglietti orari per le corse Ataf aumenteranno di venti centesimi a partire dal primo settembre". E'quanto sostengono la capogruppo di Rifondazione Anna Nocentini e Roberto Rizzo della segreteria regionale del Prc."In realtà, per come è stata data questa notizia, tutti i cittadini di Firenze avrebbero dovuto sentirsi più tranquilli continuano i due esponenti politici - visto che l'Azienda che gestisce il trasporto pubblico locale è così si può dire, di loro proprietà e che in forza di tale aumento si prevede un contenimento del deficit, fino al pareggio di bilancio previsto per il 2009"."A prender per buono il piano industriale, bisogna ricordare che questo individua alcuni passaggi da subito indispensabili per il risanamento dell'Azienda: il costo del lavoro, l'aumento delle tariffe, aumento della velocità commerciale, rilancio commerciale, diversificazione e aumento dei servizi.I relativi soggetti coinvolti sono quindi i lavoratori aggiungono ancora Nocentini e Rizzo -, i cittadini, l'amministrazione comunale, la dirigenza dell'Azienda, le società che svolgono servizi inerenti la mobilità e la sosta"."Lo scorso inverno, sotto la minaccia di portare i libri in Tribunale, fu raggiunto un accordo sindacale con i lavoratori che hanno quindi contribuito al risanamento dell'Azienda per un valore di 2 milioni e mezzo di euro: punto primo del piano aziendale. Adesso l'annuncio dell'aumento delle tariffe: punto secondo del piano aziendale. Così dopo i lavoratori Ataf a pagare sono gli altri lavoratori/passeggeri per i quali è eliminato l'abbonamento a costo ridotto"."Il problema è che a due anni dal Piano industriale nessuno degli interventi che possono mettere in discussione gli assetti e i rapporti con l'amministrazione comunale sono stati seriamente affrontati: la velocità commerciale, connessa alla presenza di busvie, si scontra con i dubbi del vicesindaco che ancora si domanda se la gente capirà la riduzione dei posti auto"."Non esiste un accenno di strategia di diversificazione e aumento dei servizi affermano Nocentini e Rizzo - che avrebbe potuto portare Ataf ad una maggiore e più significativa presenza in Firenze Parcheggi (come avviene in altre città) connettendo quindi la privatizzazione di fatto del suolo pubblico con l'investimento importante sul trasporto pubblico e questo nonostante un indirizzo in questo senso del consiglio comunale dello scorso anno. Quanto al rilancio commerciale, non abbiamo visto alcuna strategia, alcuna campagna nuova che solleciti e faciliti l'uso del mezzo pubblico, nemmeno accordi con grandi aziende come Asl, Comune e Università"."Vediamo piuttosto - continuano i due rappresentanti politici di Rifondazione - autobus coperti di pubblicità e ci interroghiamo se questa risorsa commerciale venga ben gestita, il dissesto delle strade cittadine, in gran parte prodotto da mezzi pesanti come sono gli autobus nelle vie strette del centro e per i quali non è prevista nessuna strategia di cambiamento del parco macchine"."Lo scorso inverno Rifondazione Comunista ha costituito una Commissione di lavoro che ha incontrato tutti i soggetti coinvolti per sostenere un percorso che garantisse la proprietà pubblica di Ataf e il miglioramento del trasporto pubblico; si è coinvolta attivamente perché individua nelle questioni legate alla mobilità uno dei punti di maggiore debolezza dell'amministrazione comunale, che continua a interrogarsi sul livello di consenso dei cittadini senza fare niente per coinvolgerli effettivamente nelle scelte e nella progettazione"."Adesso Rifondazione Comunista chiede con forza che, quanto meno, i punti del piano industriale siano realizzati,uno fra tutti gli interventi per garantire l'aumento della velocità commerciale, che venga aperta la discussione sulla partecipazione di Ataf a Firenze parcheggi e alle altre società del settore mobilità, che si rilanci il trasporto pubblico sul piano commerciale, in maniera che davvero i cittadini lo preferiscano al mezzo privato. Ribadiamo concludono - la necessità che l'Agenzia per la mobilità di area metropolitana possa fare dell'intermodalità dei trasporti pubblici la base per le future strategie e l'urgenza di coinvolgere i cittadini singoli e associati nelle scelte e nell'individuazione delle migliori soluzioni per una questione che impatta quotidianamente sulla vita dei fiorentini e delle migliaia di pendolari. Senza tutto questo l'aumento delle tariffe servirà solo a vessare i cittadini e a pagare l'inefficienza aziendale e l'incapacità politica". (lb)