Crisi, unanimità della commissione sviluppo economico a interventi a sostegno delle attività imprenditoriali
Predisporre interventi a sostegno delle attività imprenditoriali e professionali, rivedere gli studi di settore e misure per dare respiro alle famiglie con reddito più basso. Stamani la commissione sviluppo economico ha dato il via libera all’unanimità alla mozione proposta dal consigliere Salvatore Scino (PD) e passata con gli emendamenti predisposti dall’esordiente consigliere Giampiero Gallo (PD) e dal presidente Enrico Bertini che ha voluto sottolineare l’importanza dell’unanimità raggiunta su questioni che toccano la crisi economica delle famiglie e delle imprese.“La crisi economico e finanziaria mondiale – ha spiegato Bertini- sta mettendo in difficoltà il sistema italiano, la cui spina dorsale sono le piccole e medie imprese. La mozione che ha avuto il via libera oggi – ha aggiunto Bertini- chiede che venga data adeguata attenzione sia alle esigenze specifiche delle realtà imprenditoriali tipiche di Firenze, sia alle politiche di sostegno alle fasce di reddito più basse”.
La mozione impegna infatti il sindaco e la giunta a farsi promotori insieme a Regione Toscana nei confronti del Governo, (ministero attività produttive e ministero dell'economia), per richiedere con urgenza misure per ridare respiro ai consumi, alla capacità di spesa e fiducia alle famiglie, unitamente a interventi di sostegno per le imprese del commercio e dell'artigianato per l'accesso al credito chiedendo una moratoria nell'applicazione degli studi di settore per i ricavi del 2009 o un’ immediata revisione degli studi di settore aggiornati agli effetti che la crisi economica e la recessione sta provocando e provocherà nel nostro Comune e nella nostra Regione. (lb)
Si allega:
Mozione 878/09 del Consigliere Comunale Salvatore Scino EMENDATA
OGGETTO: interventi a sostegno per le attività imprenditoriali e professionali > e revisione studi di settore.
Considerata la grave situazione economica e finanziaria mondiale che sta mettendo in crisi il sistema industriale italiano ed in particolar modo nella nostra città il sistema composto dalle micro e piccole imprese, del commercio e dell'artigianato (PMI);
tenuto conto che - a titolo d’esempio - il solo settore della pelletteria, tra i più rappresentativi del nostro territorio, conta nella Provincia di Firenze 2.638 imprese e impiega un numero di addetti superiore alle 10.500 unità, su cui la crisi in atto si è abbattuta con maggiore prepotenza e che, in complesso, nella medesima Provincia sono attive oltre 104.000 partite IVA riconducibili ad attività di PMI con Volume d’Affari inferiore a 25 milioni di euro annui;
visto che la contrazione dei consumi incide in modo particolare nel settore del commercio e dei servizi e che il settore non alimentari è quello che subisce già in maniera consistente un calo nelle vendite;
considerato che le previsioni per fine 2009 e 2010 non sono certo ottimistiche e che gli indicatori lasciano intravedere che gli effetti negativi della crisi si faranno sentire nei prossimi mesi e che i consumi subiranno un ulteriore e pericolosa contrazione che avrà ricadute soprattutto nel settore del commercio e dei servizi;
valutato che lo stato generale di crisi sta producendo un aumento generalizzato dal livello dei costi rispetto al 2007/2008, senza che riaccompagni un corrispondente aumento del livello dei ricavi, con conseguente riduzione del margine operativo lordo delle imprese;
considerato che gli studi di settore, in questa particolare fase congiunturale, e in questo momento di forte mutamento delle dinamiche di mercato, non controllabili e non prevedibili, non riescono a rappresentare la realtà delle imprese del nostro paese, a causa del loro stesso metodo di funzionamento, basato sull'analisi di quanto accaduto nel passato per stimare i ricavi futuri;
visto che gli stessi correttivi congiunturali introdotti negli studi di settore, vanno ad agire su ricavi di impresa ritenuti non congrui e che l'effetto è solo una minima riduzione dello scostamento tra il ricavo dichiarato e quello presunto senza tenere conto delle variabili economiche territoriali che incidono oggettivamente nelle piccole imprese del commercio e dell’artigianato;
considerato che gli studi di settore costituiscono una delle capacità di creare valore e reddito e non devono essere ridotti ad un mero strumento di accertamento e che in questa fase di recessione economica risultano tuttavia strumenti incerti e non in grado di fotografare con obbiettività la situazione economica del paese;
visto che lo stesso decreto anticrisi, nulla ha previsto per favorire l'accesso credito per le piccole aziende commerciali ed artigianali e nulla ha previsto, anche come indirizzo economico previsionale, per dare maggiore impulso ai consumi;
visto che la manovra finanziaria 2010 non rivolge un’adeguata attenzione alle esigenze specifiche delle realtà imprenditoriali, produttive e professionali tipiche di Firenze ( interventi a favore di investimenti e accesso al credito e sostegno alle fasce di reddito più basse)
Impegna il sindaco e la giunta:
a farsi promotore insieme a Regione Toscana nei confronti del Governo, (ministero attività produttive e ministero dell'economia), per richiedere con urgenza misure per ridare respiro ai consumi, alla capacità di spesa e fiducia alle famiglie, unitamente a interventi di sostegno per le imprese del commercio e dell'artigianato per l'accesso al credito chiedendo altresì una moratoria nell'applicazione degli studi di settore per i ricavi del 2009 o un’ immediata revisione degli studi di settore aggiornati agli effetti che la crisi economica e la recessione sta provocando e provocherà nel nostro Comune e nella nostra Regione.
F.TO.
Salvatore Scino
Firenze, 19 gennaio 2010