Giocoli e Castelnuovo Tedesco (Pdl): «Il Comune intervenga sulle sorti dei bagni pubblici di via Giardino della Bizzarria»
«L’Amministrazione comunale intervenga al più presto in merito alla condizione dei bagni pubblici del mercato rionale di via Giardino della Bizzarria», questo l’appello di Bianca Maria Giocoli, vicecapogruppo del Pdl in Palazzo Vecchio, e Guido Castelnuovo Tedesco, consigliere al Quartiere 5. «Le condizioni fatiscenti e di abbandono dei bagni pubblici di via Giardino della Bizzarria ne rendevano di fatto impossibile l’utilizzo da parte dell’utenza del mercato rionale – precisano i due esponenti del centrodestra –, sia per la mancanza di manutenzione, sia per l’assenza di alcun tipo di sorveglianza, facendo sì che questi locali divenissero un vero e proprio ricettacolo per drogati e senza fissa dimora».
«Dopo numerose segnalazioni dei residenti e degli operatori del mercato – continuano Giocoli e Castelnuovo Tedesco – l’Amministrazione ha pensato bene di murarne gli accessi, rendendo i bagni pubblici definitivamente inutilizzabili e facendo divenire la costruzione un vero e proprio ingombro senza senso all’interno dello slargo dove era stata costruita».
«Bloccarne gli accessi, però, non ha assolutamente limitato il degrado che si era venuto a creare in via Giardino della Bizzarria, dal momento che molti a cielo aperto continuano ad utilizzare il retro della struttura per le stesse finalità, creando così disagi alla zona. Non si capisce come sia possibile – aggiungono i due consiglieri – limitarsi a murare gli ingressi senza prevedere una opportuna riorganizzazione e riqualificazione della struttura o, in alternativa, la sua demolizione».
«I bagni pubblici sono un servizio sentito e necessario, specie in prossimità di mercati rionali come quelli di via Giardino della Bizzarria. Chiediamo all’Amministrazione comunale – concludono Giocoli e Castelnuovo Tedesco – di farsi carico di questo problema, decidendo una volta per tutte le sorti di questa struttura, che, se totalmente inutilizzata, non ha davvero più ragione di esistere». (fdr)