Urbanistica, il Gruppo Spini presenta tre emendamenti per rendere più stringenti le norme sugli edifici nei cortili e nelle aree edificate già sature

"Attenzione alle aree verdi private"

Il Gruppo Spini per Firenze ha depositato tre emendamenti firmati dal Consigliere Grassi, uno per ciascun articolo delle norme tecniche di attuazione che verranno modificate oggi in Consiglio Comunale.
"Proponiamo che sia costruito solo ed esclusivamente sul fronte stradale, nel rispetto degli allineamenti stradali e eliminando la possibilità di moltiplicare le superfici con coefficienti premianti, ma negando qualsiasi modifica per gli edifici all'interno delle corti, che troppo spesso hanno arrecato problemi ad interi isolati, creando un appesantimento urbanistico non sopportabile". E' quanto afferma Tommaso Grassi, consigliere della lista 'Spini per Firenze'. "Noi preferiamo individuare norme tecniche stringenti che i tecnici devono applicare e non norme che i politici devono valutare ed interpretare in fase di elaborazione del Piano di Recupero. Ribadiamo che nelle aree 9, quelle di verde privato, non si può costruire. Con la proposta dell'Amministrazione Comunale le aree verdi possono essere invase da superfici dei classe 6 che vengono demoliti e ricostruiti: non possiamo permetterci di limitare ulteriormente le aree verdi, seppure private. Infine sulle aree B1 sature, dobbiamo essere chiari limitando l'intervento, seppure per via tecnica, con alcuni limiti insuperabili, quali il volume dell'esistente, l'altezza degli edifici ricostruiti, la distanza dalle altre proprietà e la garanzia del rispetto delle dotazioni e degli standard, come i parcheggi. Anche in questo caso norme stringenti che gli uffici devono applicare ai singoli casi."
"Riteniamo inoltre improprio l'uso che viene fatto del Piano di Recupero, troppo restrittivo per l'applicazione di una sostituzione edilizia di un solo edificio, ma allo stesso tempo troppo permissivo nell'autorizzare edificazioni nelle corti e nel verde pubblico e nelle pertinenze. - conclude il consigliere Grassi - Per ultimo, temiamo che le 36 pratiche edilizie ancora sospese, già presentate da oltre 75 giorni, possano portare cause legali al Comune di Firenze, quando se il Comune avesse rispettato i termini temporali per la valutazione delle pratiche presentate, anche negando le autorizzazioni dei permessi a costruire invece di richiedere nuova documentazione, potevamo essere al riparo da critiche e da ricorsi inutili." (lb)