Di Giorgi: «Anche l'esercito rappresenta un modello educativo»

L'assessore alla pubblica istruzione alla presentazione del calendario 2010

«Iniziative come queste servono a sfatare tanti luoghi comuni». Lo ha detto l’assessore alla pubblica istruzione, ai giovani e alla legalità Rosa Maria Di Giorgi intervenendo, questa mattina, alla presentazione del calendario dell'esercito 2010. L’iniziativa si è svolta nel complesso di via della Scala alla presenza del generale Giuseppe Adami, capo di stato maggiore dell’esercito in Toscana, di una rappresentanza del corpo delle infermiere volontarie della Croce Rossa e di una sessantina di studenti delle scuole medie superiori fiorentine.
«Ritengo sia molto importante – ha aggiunto l’assessore – essere consapevoli che anche oggi centinaia di giovani sono impegnati in missioni di protezioni civile o, sotto l'egida e la bandiera dell'Onu, operano in missioni di pace in numerose zone del mondo. A tutti quelli che sono stati inviati in tanti luoghi di conflitto ma che operano con lo stesso spirito e la stessa volontà di pacificazione, non può che andare la nostra riconoscenza nella consapevolezza che la promozione della pace non può essere ridotta alla semplice condanna a parole della guerra, ma che deve diventare un'azione positiva per risolvere conflitti già esplosi o impedire che ne nascano di nuovi. La comunità internazionale non può rimanere indifferente di fronte alla violazione dei diritti umani: gli interventi non sono mai decisi a cuor leggero ma sono tutti politicamente ben ponderati».
«Con il giuramento del nostro esercito – ha aggiunto Rosa Maria Di Giorgi – il soldato prende l’impegno solenne di essere fedele alla Repubblica italiana, di osservare la Costituzione e le leggi e di adempiere con disciplina ed onore tutti i doveri dello Stato per la difesa della Patria e la salvaguardia delle libere istituzioni. C’è, in questa formula, l’adesione al nucleo fondante della nostra democrazia, del vivere civile. C’è l’idea della libertà e delle regole, perché la prima non può mai sconfinare nella prevaricazione. L’esercito, dunque, è un modello educativo per insegnare regole e valori morali, per formare cittadini che sanno fare il proprio dovere».
«Per questo – ha concluso l'assessore – inseriremo nel nostro programma ‘Le chiavi della città’ iniziative con l’esercito perché proprio dall’intreccio fecondo tra istituzioni del nostro territorio può nascere una percezione maggiore del rispetto delle regole e della legalità». (fn)