Crisi, via libera della commissione lavoro all'aggiornamento degli studi di settore e alle misure per dare respiro alle famiglie e alle imprese

Okay alla mozione del vice presidente del consiglio comunale Scino (PD). Astensione del PdL

Gli studi di settore devono essere aggiornati agli effetti che la crisi economica e la recessione sta provocando e provocherà a Firenze e in tutta la Toscana. E’ quanto ha chiesto il vice presidente del consiglio comunale Salvatore Scino (PD) con una mozione che ha avuto oggi il via libera della commissione lavoro (il PdL si è astenuto) e che impegna il sindaco e la giunta a “farsi promotori insieme alla Regione Toscana nei confronti del governo per chiedere misure che diano respiro ai consumi, alle famiglie, alla capacità di spesa”. Non solo. Scino chiede anche interventi di sostegno per le imprese del commercio e dell’artigianato e una moratoria appunto nell’applicazione degli studi di settore per i ricavi 2009. Il vice presidente del consiglio comunale fa riferimento alla grave situazione economica e finanziaria mondiale che sta mettendo in crisi il sistema italiano e in particolare quello fiorentino composto dalle micro e piccole imprese, del commercio e dell’artigianato. “Le previsioni per fine 2009 e 2010 non sono certo ottimistiche. Gli studi di settore – ha aggiunto Salvatore Scino- costituiscono una della capacità di creare valore e reddito e non devono essere ridotti ad un mero strumento di accertamento. In questa fase di recessione economica risultano strumenti incerti e non in grado di fotografare con obiettività la situazione economica del paese. Per questo è necessaria un’urgente revisione di questo strumento”. Soddisfatta anche la presidente della commissione lavoro Stefania Collesei: “Questa mozione invita il Comune ad attrezzarsi velocemente in modo da aiutare le piccole imprese”. (lb)
…./2009 – Mozione del Consigliere Comunale Salvatore Scino

OGGETTO: interventi a sostegno per le imprese del commercio e dell’artigianato e revisione studi di settore.

considerata la grave situazione economica e finanziaria mondiale che sta mettendo in crisi il sistema industriale italiano ed in particolar modo nella nostra città il sistema composto dalle micro e piccole imprese, del commercio e dell'artigianato (PMI);

tenuto conto che - a titolo d’esempio - il solo settore della pelletteria, tra i più rappresentativi del nostro territorio, conta nella Provincia di Firenze 2.638 imprese e impiega un numero di addetti superiore alle 10.500 unità, su cui la crisi in atto si è abbattuta con maggiore prepotenza e che, in complesso, nella medesima Provincia sono attive oltre 105.000 partite IVA riconducibili ad attività di PMI con Volume d’Affari inferiore a 25 milioni di euro annui, tra le quali oltre il 90% si riferiscono ad attività di liberi professionisti, lavoratori autonomi ed imprese (tuttora in essere) che hanno dichiarato nell’anno 2007 un Volume d’Affari entro la soglia indicata per gli studi di settore pari a 5.164.569,00 euro;

visto che la contrazione dei consumi incide in modo particolare nel settore del commercio e dei servizi e che il settore non alimentari è quello che subisce già in maniera consistente un calo nelle vendite;

considerato che le previsioni per fine 2009 e 2010 non sono certo ottimistiche e che gli indicatori lasciano intravedere che gli effetti negativi della crisi si faranno sentire nei prossimi mesi e che i consumi subiranno un ulteriore e pericolosa contrazione che avrà ricadute soprattutto nel settore del commercio e dei servizi;

valutato che lo stato generale di crisi sta producendo un aumento generalizzato dal livello dei costi rispetto al 2007/2008, senza che riaccompagni un corrispondente aumento del livello dei ricavi, con conseguente riduzione del margine operativo lordo delle imprese;

considerato che gli studi di settore, in questa particolare fase congiunturale, e in questo momento di forte mutamento delle dinamiche di mercato, non controllabili e non prevedibili, non riescono a rappresentare la realtà delle imprese del nostro paese, a causa del loro stesso metodo di funzionamento, basato sull'analisi di quanto accaduto nel passato per stimare i ricavi futuri;

visto che gli stessi correttivi congiunturali introdotti negli studi di settore, vanno ad agire su ricavi di impresa ritenuti non congrui e che l'effetto è sola minima riduzione dello scostamento tra il ricavo dichiarato e quello presunto senza tenere conto delle variabili economiche territoriali che incidono oggettivamente nelle piccole imprese del commercio e dell’artigianato;
considerato che gli studi di settore costituiscono uno della capacità di creare valore e reddito e non devono essere ridotti ad un mero strumento di accertamento e che in questa fase di recessione economica risultano tuttavia strumenti incerti e non in grado di fotografare con obbiettività la situazione economica del paese;
visto che lo stesso decreto anticrisi del governo Berlusconi produce solo vantaggi per chi ha accumulato, anche illegalmente, capitali all’estero e con lo scudo fiscale (ennesimo condono) avrà beneficio se li riporta in Italia, e considerato che inoltre la manovra anticrisi interviene, tra gli altri, con una stretta sulle pensioni, con sconti minimi fiscali (3%) su investimenti delle imprese superiori a 500 mila euro (certamente non prevedibili per le piccole imprese del commercio e dell’artigianato), e non considera prioritari molti altri interventi necessari alle piccole imprese e alle famiglie;

visto che lo stesso decreto anticrisi, nulla ha previsto per favorire l'accesso credito per le piccole aziende commerciali ed artigianali e nulla ha previsto, anche come indirizzo economico previsionale, per dare maggiore impulso ai consumi;

Visto che la stessa manovra finanziaria 2010 ad oggi non prevede sostegni all’economia e ai consumi ma propone ancora condoni e depenalizzazioni per reati societari;

Visto il Decreto del il Ministero dell’Economia e delle Finanze del 19 maggio 2009, che ha previsto l’elaborazione degli studi di settore su base regionale o comunale, in attuazione del decreto-legge 25 giugno 2008, n.112;


Impegna il sindaco e la giunta

a porre in essere ogni possibile ed utile iniziativa per attuare con urgenza misure per ridare respiro ai consumi, alla capacità di spesa e fiducia alle famiglie, unitamente a interventi di sostegno per le imprese del commercio e dell'artigianato, anche attraverso lo studio e lo sviluppo di più congrui parametri per l'applicazione degli studi di settore e con la tempestiva proposta di revisione degli stessi, in attuazione del maggiore coinvolgimento dei Comuni e delle Regioni di cui al predetto D.M. del 19 maggio 2009, per contrastare gli effetti che la crisi economica e la recessione sta provocando e provocherà nel nostro Comune e nella nostra Regione.


F.TO.
Salvatore Scino