Il gruppo Pdl: "Vendita immobile Teatro Comunale, preoccupati per l'esito del bando di gara"

Questa la dichiarazione a firma del gruppo consiliare del Popolo della Libertà a Palazzo Vecchio sulla vicenda della vendita dell’immobile del Teatro Comunale.

“Stamani alle ore 10 doveva esserci come previsto dal bando di gara la vendita all'asta del Teatro Comunale con il mezzo delle offerte segrete..... peccato che nessuno abbia partecipato! Siamo molto preoccupati. La commissione valutazione beni immobiliari del Comune di Firenze in data 15 ottobre ha elaborato una stima per la vendita dell'immobile del Teatro Comunale. Una valutazione che, pur non essendo esperti, reputiamo particolare ed approfondita : 44,5 milioni di euro. Una cifra ben maggiore ai 35 milioni di euro che solo pochi mesi fa veniva ipotizzata. Non dubitiamo della valutazione fatta dai tecnici del Comune, ma ci domandiamo: come mai l'asta è andata deserta? Preso atto di questo disinteresse, il Comune si vede ora costretto per legge ad effettuare un ribasso d'asta fino ad un massimo del 20%. Questo significa che il prossimo prezzo, ipotesi prevista in alcuni casi di gare andate deserte, potrebbe scendere appunto del 20%: da 44,5 milioni passa a 35,5 milioni di euro circa (guarda caso!).
Un problema vero per le casse comunali, che per il nuovo Auditorium del Teatro saranno costrette a versare oltre 42 milioni di euro, esattamente la cifra che il Comune prevedeva di incassare dalla vendita del teatro. Vendere il Teatro comunale ad una cifra inferiore ai42 milioni di euro previsti dal bando, pone al Comune di Firenze due problemi. Primo: trovare le risorse economiche per arrivare alla cifra di 42 milioni di euro garantiti per il nuovo auditorium. Secondo: il rischio di vendere un bene comunale valutato da stime approfondite 44,5 milioni ad una cifra molto inferiore.
Non sappiamo dove prenderà il Comune di Firenze le risorse economiche necessarie visto il bilancio comunale, ma il rischio è che il Comune sia costretto a vendere Palazzo Vivarelli Colonna, inserito lo scorso gennaio tra i beni alienabili, ipotesi che speriamo non si avveri”. (fdr)